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pianeta lapideo 

Figaia (Cisl): io dico no alle concessioni di 40 anni

MANUELA D’ANGELO
Figaia (Cisl): io dico no alle concessioni di 40 anni

Il sindacalista all’attacco contro l’ipotesi: sarebbe un periodo davvero eccessivo E vedo l’amministrazione grillina in un atteggiamento di preoccupante stand by

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MASSA-CARRARA

Cisl e marmo: il sindacato di Massa-Carrara occupa nel panorama regionale una posizione diversa dalle altre sigle, sia materialmente che politicamente, non allineata, fuori dai tavoli istituzionali e poco vicina ai rapporti con la Regione Toscana. «Non ho più un centro sinistra con cui confrontarmi- inizia Andrea Figaia, segretario della Cisl per tutta l’area vasta- mi preoccupano le posizione sul marmo di questa destra, che sta prendendo sempre più potere in Toscana, non condivido la posizione della Cgil, ma questo non da adesso e non è mai stato un segreto, e infine noto un preoccupante atteggiamento di stand by da parte dell’Amministrazione 5 Stelle di Carrara, che avrebbe dovuto ribaltare come un calzino il sistema e invece sta “avallando” alcune situazioni, che non mi sarei aspettato. Io rompo il fronte: a questo punto non mi rimane che ribadire il mio pensiero. Non sarà nostra responsabilità quanto accadrà nel settore del marmo da qui a qualche anno». Il segretario Andrea Figaia parla dopo alcuni incontri, avvenuti a Firenze, per ridiscutere la durata delle concessioni e i piani attuativi per le cave. «Noi non c’eravamo- racconta- a quei tavoli c’era solo la Cgil, non mi stupisco se ci fosse stata anche la Uil, il mondo imprenditoriale e la Regione. L’argomento degli incontri è però noto, ovvero l’ampliamento della durata delle concessioni del marmo a 40 anni ed i piani attuativi legati al piano paesaggistico. Ritengo sia un periodo eccessivo, forse nemmeno conforme alle nuove normative europee sulla libertà di impresa. E’ troppo. La Cisl è totalmente contraria. Ci sono settori dove non è possibile applicare in pieno la libertà di impresa, ad esempio nelle autostrade, e sicuramente non nel settore lapideo, perché si parla di beni pubblici, o moralmente pubblici, di montagne che sono di tutti. Dimostrassero, questi signori, di meritare i 25 anni di concessioni previsti dalla legge, facendo filiera. Il tempo del chiedere e del prendere per noi è finito».

La posizione della Cisl si inserisce in un contesto di profondo cambiamento che riguarderà anche il Piano Paesaggistico «già modificato nel suo essere ambientalista- spiega Figaia- quando la linea della Marson venne superata da quella di Rossi, che volle un altro tipo di piano. Qualcosa di buono è stato fatto- continua- ma oggi sento di nuovo parlare del possibile cambiamento del Piano Paesaggistico e mi chiedo se non sia il caso di pensare ad una concertazione con le parti sociali».

Poi ci sono i grillini che amministrano Carrara da un anno e che sul marmo avevano dato precise indicazioni in campagna elettorale, oggi, secondo Figaia, ancora disattese: «Il Movimento 5 stelle a Carrara doveva portare a termine il regolamento sugli agri marmiferi, pensando si potesse fare anche senza una legge o una disposizione regionale attuativa e anche sulla base di una precedente sentenza della Corte costituzionale. Al momento è tutto fermo. Dovevano anche concludere entro giugno i piani attuativi delle cave, ma non sono stati fatti. In un anno, quindi, mi permetto di registrare che sono in stand by».

Non sembra funzionare, secondo Figaia, neanche il patto tra Procura e Regione per la sicurezza sulle cave: «A Carrara è stato adottato il modello Prato, vai improvvisamente nei capannoni, trovi a dormire il cinese, fai pulizia, il blitz è efficace. Ma sulle cave, appena ti azzardi ad arrivare ti vedono. Che controlli a sorpresa vuoi fare?». —

MANUELA D’ANGELO



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