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Bimba lacerata, l’Asl si difende: «Nessun danno dalla visita»

Libero Red Dolce
Bimba lacerata, l’Asl si difende: «Nessun danno dalla visita»

L’azienda:«Dal referto non emergono lesioni imputabili alla supposta». La madre insiste: «Ma io farò visitare mia figlia a un medico di Milano»

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MASSA. Si tiene sulla difensiva l’Asl e senza attaccare rigetta le accuse della mamma di sei mesi che ha accusato un’infermiera di aver causato lesioni alla figlia di sei mesi introducendole una supposta di tachipirina nelle parti intime per errore. Poche parole che però scagionano l’operato della dipendente: «Dalla ricostruzione dei fatti – afferma la responsabile del dipartimento infermieristico, Anna Reale - non risulterebbero lesioni imputabili alla somministrazione del farmaco, come è confermato anche dal referto della visita ginecologica».

Il caso è tutt’altro che chiuso. Perché è proprio la veridicità dei referti che fin da subito la madre della piccola ha contestato. Dall’Asl infatti fanno sapere che «per maggiore sicurezza e per tranquillizzare la famiglia, i sanitari del Noa hanno proposto ai genitori una visita specialistica all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che però è stata rifiutata». Ma la donna ha rifiutato, preferendo che a occuparsi della piccola fosse un ginecologo dell’ospedale di Milano, città dalla quale proviene la famiglia che si trovava in vacanza a Massa. E contattata da Il Tirreno motiva così le motivazioni della sua scelta.

«Sul referto c’era già un tentativo di minimizzare la cosa. Scrivevano infatti che c’era stato “un tentativo di introduzione della supposta”, mentre invece è stato portato a termine. E questo lo abbiamo contestato immediatamente quando abbiamo letto il documento. Loro al ginecolo del Meyer avevano peraltro già raccontato la loro versione dei fatti, in qualche modo influenzando il suo giudizio prima ancora che visitasse mia figlia. Ci sentiamo più sicuri a farla visitare da qualcuno libero da qualsiasi influenza, non ci fidiamo più».

I genitori infatti hanno interrotto le loro vacanze in terra apuana e già ieri sono partiti verso Milano. «Mia figlia dal punto di vista psicologico sta meglio, ma adesso voglio che venga visitata da un medico. Abbiamo appuntamento oggi con il ginecologo pediatrico e con un medico legale all’ospedale, saranno loro a giudicare. In ogni caso il danno causato è evidente a occhio nudo. La priorità per noi è che nostra figlia stia bene, ma abbiamo già contattato un avvocato per decidere che cosa fare. Prima di tutto dobbiamo fare questa visita».

Il caso ha immediatamente messo in moto le verifiche interne all’Asl Nord Ovest, dove già ieri mattina si sono riuniti il direttore sanitario Massimo Maccari e il personale sanitario e i medici responsabili e i presenti durante la visita.

«Anzitutto la Asl si scusa se nella gestione della piccola vi sono stati motivi di incomprensione tra i sanitari e la famiglia», scrivono pertanto nel comunicato successivo all’incontro. Cosa sia emerso nel dettaglio dalla riunione non viene specificato, ma riferendosi al referto e accennando alla ricostruzione dei fatti che ha dato esito negativo, è chiaro che per l’Asl non c’è stata nessuna lesione alla bimba.

La famiglia invece sostiene che l’infermiera, dopo l’errore, si è scusata per quanto fatto e che la bambina dopo «è stata visitata da un ginecologo che ha confermato la presenza di una lacerazione all’organo genitale». —

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