Il Tirreno

Allarme Lavello, Carrara punta a unire le forze con Massa

IRENE RUBINO

Sinergia tra le due sponde del fosso, che spesso è una fogna a cielo aperto: «Sembra di respirare ammoniaca» 

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MARINA DI CARRARA

Ieri mattina le acque del Lavello erano di nuovo biancastre sporche. L’ex consigliere Flavio Franciosi le ha fotografate alle 6.45 sollecitando (e ottenendo) l'intervento di Arpat. Il primo controllo risale al pomeriggio di venerdì 10 agosto, quando due ex consiglieri dei cittadini (Franciosi stesso e Paolo Vatteroni), due pattuglie della municipale, i tecnici dell’Arpat e la veterinaria dell’Asl Maria Francesca Pocai si sono recati sul posto per effettuare un sopralluogo. L’indagine è durata fino almeno alle 17.30 e ha interessato la zona che da via Dorsale arriva al ponte autostradale, per poi toccare via delle Pinete dove sono state prelevate delle carcasse di pesci da esaminare. I cittadini, esasperati dalle acque sporche che esalano odori mefitici, soprattutto nelle ore notturne, intendono costituire un comitato per monitorare non solo il Lavello, ma lo stato di tutti i corsi d'acqua del territorio di Massa-Carrara: dal Parmignola al Lavello al Frigido. «Ci riuniremo in settimana», spiega Franciosi.

GIà UN INCONTRO IN COMUNE. Il 17 agosto il Comune di Carrara ha ospitato una delegazione formata da alcuni rappresentanti dei cittadini residenti nelle zone di viale Giovanni da Verrazzano, viale delle Pinete del comune di Carrara insieme ai rappresentanti dei cittadini residenti nelle zone limitrofe del fosso Lavello del comune di Massa. «La creazione di un comitato ci è stata suggerita dall’assessora all’ambiente Sarah Scaletti e dall’assessora al sociale Anna Galleni, che si sono subito mostrate disponibili», dice Sabrina Albertoni, residente a Carrara sull’argine del Lavello. Ieri Sabrina ha inviato la foto delle acque torbide alla Capitaneria di Porto: «Mi hanno riposto celermente che ci stanno lavorando. A Massa esiste già un comitato Lavello col quale collaboreremo attivamente per risolvere il problema, ma la nostra urgenza è soprattutto quella di risolvere il grosso problema dell’inquinamento delle acque, che alla foce appaiono diversamente che a Massa». Sono nove le famiglie che risiedono sull’argine del Lavello verso il mare, sul lato Carrara. «Sono settimane che inviamo segnalazioni – spiega Albertoni – le prime avvisaglie le abbiamo avute ad aprile, ma ad agosto aumentano i turisti e il caldo e la situazione peggiora. E così ogni anno ma l’acqua non è mai stata sporca come quest’anno. L’anno scorso in agosto vi fu una strage di papere: la moria di alghe aveva liberato ammoniaca nell'aria».

Allarme sostanze nocive. Quest’anno, osserva Albertoni, il lavello è stato dragato in aprile con fondi della comunità europea: «Probabilmente sono state smosse sostanze nocive, eredità delle vecchie industrie chimiche: ora viene giù acqua marrone maleodorante con pezzi di fango». Dopo mezzanotte la situazione si fa drammatica: «Più di una volta ci siamo svegliati perché l’aria era asfissiante; la sensazione è quella di respirare ammoniaca. Ogni mattina ci svegliamo, vediamo l’acqua sporca, denunciamo la situazione, e nell’arco di poche ore cambia colore, ritorna verdognola. In risposta a una segnalazione di circa quattro giorni fa, la Capitaneria ha inserito dei “salsicciotti” per frenare la melma sotto il ponte dove si trova l’autolavaggio. Gli sversamenti, tuttavia, continuano».

Albertoni assicura che la lotta continuerà finché il problema non sarà risolto: «Scalletti e Galleni sono state disponibilissime, ma ci hanno preannunciato tempi lunghi: purtroppo la burocrazia italiana è farraginosa. Noi invece vorremmo che la situazione fosse risolta presto. Se Gaia non è all’altezza, diano l’appalto a qualcun altro». —

IRENE RUBINO

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