Sicurezza
Povero campo dei Pini a rischio distruzione
L’amaro sfogo di “Bill” Vanelli raccolto dall’appassionato di storia Paolo Cucurnia «Quanti ragazzi ho salvato dalla droga... Qui a Marina non c’è più niente, assurdo»
MARINA DI CARRARA. I cittadini di Marina sono preoccupati per il destino del campo dei Pini. Come diciamo anche a parte, è partita una raccolta di firme. In prima fila, a battersi per il mantenimento della struttura, lo storico mister Aldemaro Vanelli detto Bill. Su quell’area vi è un progetto di “campus studentesco”, i finanziamenti non sono certi, tutt’altro, ma secondo i marinelli è meglio farsi sentire subito, con forza. A occuparsi del caso anche l’appassionato di storia cittadina e marinello doc Paolo Cucurnia.
Cucurnia inizia raccontando una sua telefonata alla segreteria dell’assessore Andrea Raggi: «”Volevo sincerarmi se corrisponde al vero la voce diffusa a Marina che si edificherà sul Campo dei Pini e che verrà rasa al suolo anche la pineta attigua”». Aggiunge Cucurnia: «Al che mi risponde: “Guardi, c'è un progetto di Edilizia scolastica sul “Campo” (al momento, sonoramente bocciato dalla Regione Toscana - aggiungo io) ma le assicuro che la pineta non verrà assolutamente toccata. Comunque mi lasci il suo numero ché la faccio richiamare”. Nel poggiare la cornetta, penso fra me: “Se la pineta resterà illesa, come costei mi farà richiamare da Raggi, c'è da temere, non per una, ma per tutte le pinete di Marina”. Detto, fatto: silenzio assoluto sul fronte assessori».
Prosegue Cucurnia: «Il Bill (Aldemaro Vanelli) meritorio ed attivo sostenitore del gioco del calcio e dello sport in genere, quale momento di sana aggregazione e formazione giovanile è disperato. Non sa più dove far giocare la squadra. Parlando con lui, aveva le lacrime agli occhi: “Sapessi quanti ragazzi ho salvato dalla strada e dalla droga, quanti, che adesso hanno la loro famiglia e il loro lavoro, quando mi vedono mi abbracciano e tuttora mi ringraziano”. Il glorioso Campo dei pinifiancheggiato da una fila di palme a guardia della pineta, da cui trae il nome, fatte togliere dalla amministrazione precedente (di bene in meglio insomma) è stato mandato in malora. Si direbbe apposta per poter giustificare l'ennesimo misfatto ai danni di Marina. Che non possiede più un campo di calcio.
Ci giocò, ai “Pini”, una delle migliori ali destre mai viste sui campi: Vittorio (Viturìn) Ghirlanda. Quando ormai vecchio, Pepin Meazza lo veniva a trovare al porto, Viturìn diceva: “Ti trovava ad occhi chiusi”, e l'altro replicava: “Dare la palla a Vittorio era come metterla in cassaforte!”. Basterebbe tagliare l'erba e ridargli una sistemata e sarebbe di nuovo agibile e scintillante. Il Bill è pronto con attrezzi e ragazzi. Campeggia (lato Asl) sul muro di cinta un cartellone con il dettaglio dei lavori al manto erboso, a cura del Comune di Carrara. Abbiamo una sconcertante esperienza di questi cartelli “ufficiali”. Ne campeggiava uno agli Animosi, infatti gli spettacoli si tengono alle cave con relativa “logistica”, si fa per dire, organizzativa. Ce n'era un altro per l'area ex Mediterraneo e lì adesso c'è una discarica. A proposito - aggiunge Cucurnia - nessuno ha mai pensato a fare qualcosa per quest'ultimo sito e ripristinare, insieme all'area, il giardino scippatoci? Nell'andare al Club Nautico, mi ha fermato una giovane signora con accento meneghino, e m'ha chiesto informazioni sugli impianti cittadini; mentre la relazionavo in maniera imparziale lei non faceva che ripetermi: “Peccato, peccato”. Signora, le ho chiesto: “Peccato di cosa?” e lei: “Peccato che una sì bella zona sia ridotta così male; anche Carrara, dove sono stata, è un disastro”». —
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