Il Tirreno

nel trentennale dallo scoppio 

Farmoplant, «attenzione alta sulle bonifiche»

DAVID CHIAPPUELLA

Per Isde e Ordine dei Medici i terreni sono ancora inquinati e in provincia il rischio di ammalarsi è maggiore rispetto alla media

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«Ricordiamo con sgomento quell’evento, frutto di errori industriali, che portò immediata paura e scompiglio nella cittadinanza e nelle istituzioni e un perdurante inquinamento dei terreni, dell’aria e delle acque. E siamo preoccupati perché le ferite inferte dalla cattiva gestione dell’industria chimica per decenni hanno lasciato tracce gravi, ancora presenti sul territorio con ripercussioni sulla salute». Lo affermano in una nota i dottori Gino Cancemi e Carlo Manfredi, presidenti rispettivamente della sezione provinciale dei Medici per l’ambiente (Isde) e dell’Ordine dei medici di Massa-Carrara, intervenuti in occasione del trentennale dallo scoppio della Farmoplant. «Dopo l’esplosione - scrivono Cancemi e Manfredi - le industrie chimiche vennero chiuse e vennero effettuate alcune opere di bonifica e questo ha portato all’oblio la popolazione, sicura che non ci sarebbero stati altri pericoli». I controlli effettuati sui terreni delle ex fabbriche, sulle acque reflue e in aree in cui più o meno lecitamente vennero stoccati rifiuti, dimostrano invece che sono ancora presenti livelli elevati di inquinanti. «È la manifestazione della presenza dei rifiuti tossici prodotti da quelle lavorazioni chimiche - sostengono - e soprattutto dai sistemi usati per lo smaltimento, ma anche dalla insufficienza delle bonifiche al tempo effettuate. Numerosi studi, alcuni dei quali tuttora in corso, hanno infatti mostrato che le popolazioni di questo territorio presentano ‘eccessi’ di morti e malattie». A Massa-Carrara, dunque, la possibilità di ammalarsi è più alta rispetto alla media regionale. «Anche per quello che riguarda le malformazioni congenite - proseguono i due dottori - si assiste a un eccesso di alcuni tipi. Chiediamo che l’impegno delle precedenti amministrazioni nell’effettuazione delle bonifiche nel territorio inquinato venga proseguito con estrema attenzione ed efficacia, con informazione puntuale alla popolazione e alle associazioni interessate sui risultati e sui necessari controlli e analisi che accompagneranno le varie tappe. I Medici per l’ambiente e l’Ordine sollecitano le amministrazioni comunali e regionali, come anche i parlamentari eletti e i partiti, a tenere alta l’attenzione». I rischi per la salute derivanti dall’inquinamento chimico residuo del nostro territorio saranno affrontati anche dall’associazione culturale Muraperte, che si occupa della gestione e valorizzazione del parco della Rinchiostra. Muraperte, realtà giovane composta da donne e uomini provenienti dalla società civile e di diversa estrazione sociale, dedicherà al caso Farmoplant la seconda edizione della rassegna “F come Scienza”. L’iniziativa si articolerà in tre giorni, dal 30 agosto al 2 settembre, e intende sia ripercorrere quei drammatici momenti e produrre una documentata analisi delle ripercussioni implementate da quel tragico avvenimento a danno di una intera popolazione. Le tre giornate si svilupperanno attraverso interventi e dibattiti, saranno inoltre previsti concerti e spettacoli teatrali. —

DAVID CHIAPPUELLA

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