Il Tirreno

il luogo dell’incidente 

Buio e segnaletica cancellata Una trappola per i pedoni

In tre mesi due investimenti con conseguenze mortali e altri piccoli sinistri stradali E la vegetazione copre la luce dei lampioni

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MASSA

A giugno un morto, dopo due mesi un altro. Due pedoni. E una lunga serie di incidenti con conseguenze minori. Viale Roma comincia ad assomigliare a una zona da interdire a chi sceglie di muoversi sulle sue gambe, con troppe occasioni di pericolo per chi attraversa o si muove a piedi sul ciglio della strada. Ogni incidente fa storia a sé, ma ci sono delle situazioni di rischio che non vanno ignorate.

Nel caso dell’incidente che è costato la vita ad Andrea Baldi gli accertamenti sono ancora in corso. Ma non è irragionevole ipotizzare che le cause ambientali, chiamiamole così, abbiano giocato un ruolo determinante. Scarsa illuminazione più segnaletica non visibile o fortemente usurata non sono un’assicurazione sulla vita di chi si trova ad attraversare. Peraltro in modo ineccepibile, com’era il caso di Baldi. L’uomo stava passando da un lato all’altro della strada utilizzando le strisce.

Ma quelle pennellate di bianco a terra ormai sono poco utili. Una ogni tre è proprio sparita. E le altre si affrettano all’oblio urbanistico, grattate via dall’usura.

Difficile dunque, anche con una normale illuminazione, che il bianco rifletta la luce dei fanali delle auto mettendo in evidenza il passaggio pedonale. Ma l’illuminazione non è molto normale in quel tratto.

I lampioni ci sono, ma spesso la vegetazione, le fronde degli alberi cioè, offuscano la luce. Si creano in pratica delle parti illuminate meglio e altre più oscure. Angoli bui per chi guida.

A confermarlo anche gli avventori del bar Briglia, collocato proprio di fronte al punto dove ha perso la vita Baldi. «C’è da stare cauti ad attraversare - racconta Antonio - anche perché qui corrono».

Il giorno dopo, sotto al cavalcavia, c’è un posto di blocco della polizia stradale. In effetti la strada è larga e complice il rilassamento qualcuno può premere troppo il pedale. Con il rischio di trovarsi qualcuno che attraversa troppo vicino al paraurti per scansarlo. Il buio gioca brutti scherzi.

Da ultimo la segnaletica verticale, il cartello con l’attraversamento pedonale. C’è, ma è piegato e nascosto. Se ci sono auto alte parcheggiate, basta un Suv, diventa invisibile. E inutile.

Sulla polemica c’è il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti che intanto si preoccupa dei tempi di intervento: «L’arrivo della automedica di Querceta e dell’ambulanza proveniente da Forte dei Marmi che, ovviamente, ha impiegato più tempo rispetto ad un mezzo locale, parrebbe circa mezz’ora, se confermato, è da ritenersi un tempo decisamente lungo e preoccupante». E chiede al sindaco di riverniciare le strisce su tutta la strada e sfrondare la vegetazione che copre i lampioni. Con una frecciata alla vecchia amministrazione: «Ci hanno lasciato una situazione viaria pessima». —



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