Gioco
«Se a Cava Fornace è tutto ok l’azienda accetti le verifiche»
Il comitato per la chiusura della discarica chiede ai vertici dell’azienda di fare i controlli di impatto ambientale
montignoso
Se è vero che la società che gestisce la discarica di cava Fornace vuole essere trasparente allora si sottoponga a ulteriori verifiche. Questa in sostanza la sollecitazione del comitato per la chiusura della discarica a Enrico Giardi, presidente della società Programma ambiente apuane. La trasparenza va dimostrata.
«Poiché l’azienda stessa ha garantito massima disponibilità e trasparenza e si ritiene in regola su tutto, ci sembra doveroso chiederle, come chiesto alla regione dal comitato e dai 4 comuni del territorio, di avviare una Verifica di impatto ambientale postum , che farebbe luce e rassicurerebbe gli enti e comuni sulla idoneità del sito e permetterebbe di fare chiarezza su tutta una serie molto lunga di lacune autorizzative presenti in questo sito».
Ma il comitato rincara: « la cosa interessante è che l’azeinda accusa il comitato di affermare bugie, ma nessuna nostra affermazione è smentita nel merito; invece sarebbe interessante che il dottor Giardi producesse un documento di spiegazioni sul perché il Comitato e i cittadini attivi della zona dicono bugie, come gli stessi comuni di Montignoso , Forte dei Marmi, Seravezza e Pietrasanta, tutti bugiardi nel chiedere le nostre stesse cose e persino l’ intero consiglio regionale toscano, tutti piccoli bugiardi che chiedono la stessa cosa: chiusura impianto o comunque via postuma e parere igienico sanitario dei sindaci».
Ma la polemica non riguarda solo il gestore, ma anche una parte del mondo ambientalista che, s’immagina, dovrebbe essere al fianco della battaglia per la chiusura. Il quadro è però più complesso: «Rimaniamo perplessi dalle parole di Giannelli del Wwf e speriamo sia solo una voce fuori dal coro: strano leggere un rappresentante di una organizzazione a tutela dell’ambiente e del territorio, che difende una struttura che tratta rifiuti speciali e amianto dentro un sito carsico non idoneo, in zona sismica e con le falde acquifere che alimentano il lago e le acque potabili del comprensorio. Ci piacerebbe leggere i risultati delle analisi e controlli che Giannelli dice di aver fatto». —
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