Attenzione
«Renzo e Giorgio, morti per inseguire la libertà»
Sorgnano ricorda i due giovani partigiani caduti nel 1944 sotto i colpi del tedeschi Conti (presidente provinciale Anpi): che dolore, in piazza oggi non ci sono giovani
CARRARA
Erano giovanissimi Renzo Venturini e Giorgio Dazzi ed erano entrambi di Sorgnano, il piccolo paese apuano sopra Carrara che non se li è mai dimenticati quei due compaesani partigiani, tanto da commemorarli ogni anno il 17 di agosto. Il 17 agosto del 1944 infatti fu Renzo Venturini a cadere per primo, l’altro sarebbe morto qualche mese dopo, sempre sotto i colpi nemici dei tedeschi:«Ci fu un combattimento contro i tedeschi-racconta Fiorenzo Venturini, figlio di Paride, il fratello più grande del giovane Renzo che all’epoca aveva appena diciotto anni-era il 17 agosto del 1944 e a Bardine San Terenzo durante quello scontro, morirono otto o nove tedeschi». Glielo aveva raccontato Francesco Govi, anche lui di Sorgnano, detto Ninin per via dei suoi 17 anni. Francesco si è spento l’anno scorso e anche lui come Renzo e Giorgio era membro della formazione Ulivi ed era lì a combattere con loro quel giorno: «Mio zio, raccontava Francesco-ha proseguito il nipote di Renzo- passava le munizioni al maresciallo dei carabinieri che era alla mitragliatrice, quando a un certo punto è saltato fuori dalle file dei nazisti un tedesco che con il mitra cominciò a sparare all’impazzata colpendo a morte Renzo e ferendo un altro partigiano». Fiorenzo grazie ai ricordi raccolti dal padre, descrive Renzo come un giovane entusiasta, capace di farsi voler bene da tutti:”Era un ribelle, un ragazzo molto determinato: tant’è che si arruolò nei partigiani senza nemmeno chiedere il permesso ai genitori” dice il nipote. E anche Giorgio che invece di anni ne aveva appena sedici, partì partigiano contro il volere della madre:«La nonna non voleva partisse, era troppo piccolo diceva, ma lui andò lo stesso perché voleva difendere la patria: parlava di patria Giorgio» raccontano Lidia e Luisa Zavani, figlie della sorella di Giorgio Dazzi, Armanda Dazzi. Lidia e Luisa ricordano dai racconti sentiti, che Giorgio e i suoi compagni, stavano accompagnando dei civili oltre la linea gotica e si trovavano a Forno in avanscoperta, quando vennero sorpresi da una truppa di tedeschi: «Lo colpirono alla fronte» raccontano le nipoti. Sorgnano, che volle serbare il ricordo di questi due ragazzi dedicando una piazza a Renzo Venturini e le scuole a Giorgio Dazzi, li commemora ogni anno in piazza Venturini:«Ma dal prossimo anno celebreremo la commemorazione, una volta presso le ex scuole Dazzi, (che oggi ospitano la Banca del sorriso un centro diurno per anziani n.d.c.) e una volta in piazza Venturini» ha annunciato Fabrizio Giromella, sorgnanese e presidente della Pubblica Assistenza. In questa occasione la voce dell’Anpi non poteva mancare: erano presenti il presidente provinciale Alessandro Conti e Ferdinando Sanguinetti, il quale si è detto molto addolorato nel notare l’assenza dei giovani in piazza. Un saluto è arrivato infine anche dal sindaco Francesco De Pasquale il quale ha colto l’occasione per accennare al nuovo percorso che l’amministrazione ha intrapreso circa la linea gotica:«Vogliamo portare avanti il ragionamento sulla linea gotica-ha commentato- perché Italia del Tirreno e Italia dell’Adriatico si uniscano in un abbraccio di solidarietà e di ricordi, realizzando insieme progetti e sinergie». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
