Il Tirreno

l’indagine 

Ricattato da due transessuali Le denuncia e le fa arrestare

L’uomo era andato su un sito e aveva visto l’annuncio di una escort e aveva pattuito una somma per la prestazione Quando l’ha vista è andato via

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA

Aveva trovato il numero di telefono su un annuncio pubblicato su un sito di incontri online. La foto del profilo era quella di una bella e giovane escort. Per questo un uomo aveva contattato il sito e fissato un appuntamento in un appartamento di La Spezia con la ragazza. Giunto sul posto ed entrato nell’alcova in cui avrebbe dovuto attenderlo la escort desiderata, l’uomo si era accorto però del fatto che quanto visto sul sito di incontri non era quello che in realtà aveva davanti agli occhi: per questo motivo aveva lasciato 50 euro a quella che solo apparentemente sembrava una ragazza ed era andato via. Dopo pochi minuti però aveva ricevuto sul suo cellulare un messaggio da un numero sconosciuto con il quale gli veniva intimato di ricaricare con 200 euro una Postepay affinché non venisse pubblicato sulle rete il video in cui lo si vedeva accedere all’appartamento della escort.

Forte del fatto che il filmato non ritraesse niente di particolarmente compromettente poiché non era stato consumato alcun tipo di rapporto, l’uomo si rifiutava di pagare. Per lui però aveva inizio un vero e proprio incubo, fatto di telefonate e messaggi a qualsiasi ora e da più numeri telefonici, aventi sempre lo stesso comune denominatore: la richiesta di versare 200 euro su una Postepay per evitare la gogna mediatica. Disperato per il fatto che, nonostante bloccasse i numeri dal quale provenivano le telefonate, vi fossero sempre nuovi numeri che lo contattavano per richiedere la somma di denaro, l’uomo ha deciso di chiedere aiuto ai carabinieri. fatto ai carabinieri.

Le indagini svolte dal radiomobile hanno consentito di risalire a due transessuali italiani, classe ’89 e ’93 non nuovi a questo tipo di comportamento (erano già stati denunciati per fatti analoghi a questi in altre città italiane nelle quali andavano a prostituirsi) che avevano messo in atto questa vera e propria estorsione. Il modus operandi era sempre lo stesso: il cliente veniva adescato e loro lo filmavano per poi chiedergli una somma di denaro in cambio del silenzio. Raccolto un quadro probatorio sufficiente a carico dei due soggetti, i carabinieri hanno richiesto alla procura le misure cautelari. Su richiesta del sostituto procuratore Marco Mansi, il gip Alessandro Trinci ha emesso un’ordinanza per gli arresti domiciliari.

Nel frattempo gli inquirenti, continuando ad osservare i due, hanno appurato che si erano spostati a Verona e quindi, con la collaborazione dei colleghi del capoluogo veneto, nei giorni scorsi li hanno intercettati in una via del centro e li hanno arrestati. Ora si trovano nella loro residenza in provincia di Pescara, dove rimarranno a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del processo. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web