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in tribunale 

Non era un terrorista, solo uno spacciatore

Non era un terrorista, solo uno spacciatore

Abdel Hailoua è stato assolto per le minacce con la pistola al grido di Allah Akbar e condannato per il possesso di droga

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CARRARA

Prima che il giudice Alessandro Trinci si ritirasse in camera di consiglio per decidere la condanna, Abdel Fattah Hailoua ha rilasciato una dichiarazione spontanea per far capire come quel suo gesto fosse frutto di dell’effetto di un allucinogeno che alcuni suoi connazionali gli avevano messo nella birra. E che lui quell’Allah Akbar lo aveva gridato, con in mano una pistola, perché completamente fuori di sé. Una giustificazione che il tribunale ha accettato, assolvendolo dall’accusa di porto d’armi per incapacità di intendere e di volere (il pm Roberta Moramarco aveva chiesto una pena di sei anni e otto mesi perché il rito scelto dall’imputato era quello abbreviato e quindi con lo sconto) ma condannandolo a un anno per la cocaina e l’hashish che gli avevano trovato addosso gli agenti che lo avevano arrestato, dopo che aveva terrorizzato Marina di Carrara con quella rivoltella. Un successo del suo difensore, l’avvocato Riccardo Balatri, che si è fatto forza delle indagini della polizia che hanno evidenziato come il suo assistito con i fondamentalisti islamici centrasse come i cavoli a merenda. Il giudice ha pure scarcerato Hailoua, ma lo ha sottoposto a libertà vigilata per dodici mesi. E questo probabilmente bloccherà anche la sua espulsione dal territorio italiano. Un provvedimento che aspetta solo di essere eseguito da un po’ di tempo.

Dopo l’arresto dal carcere aveva pronunciato delle frasi senza senso per giustificarsi davanti al suo avvocato che gli chiedeva conto di quello che aveva fatto: «Un angelo mi ha detto di scendere in strada con la pistola e io ho obbedito». Il legale era andato a trovarlo subito dopo che erano scatatte le manette. E in quell’occasione aveva capito che il marocchino doveva essere sottoposto a una perizia psichiatrica. Perché a suo modo di vedere era incapace di intendere e di volere in quel pomento. Balatri ha ricostruito l’accaduto insieme al suo assistito fino a quando a quest’ultimo come in un flashback non è venuto in mente che dopo aver bevuto una birra con alcuni suoi connazionali aveva perso la testa. E aveva iniziato a gridare quelle frasi per lui senza senso. I medici che lo hanno visitato non hanno potuto fare altro che confermare come l’uomo fosse affetto da un pesante ritardo mentale. —

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