La manifestazione
Cava Romana, «opere abusive scoperte dagli ambientalisti»
La professoressa Leverotti ripercorre la vicenda che coinvolge l’azienda di Turba ex presidente della Massese e attacca Comune ed ente parco
massa
Continua il braccio di ferro tra la professoressa-ambientalista Franca Leverotti e l’imprenditore del marmo (ed ex presidente della Massese) Giorgio Turba, titolare della Turba Cava Romana srl, di recente raggiunga da un’ordinanza (la terza) del Parco delle Alpi Apuane, per la demolizione di opere realizzate senza autorizzazioni.
Scrive Leverotti proprio in merito al provvedimento dell’ente Parco: “Si tratta di diverse gallerie realizzate al di fuori del piano approvato che un tempo sarebbero state riempite di detriti come le gallerie esaurite, ma oggi si chiudono con una fila di blocchi “di facciata”, di facile rimozione in caso di nuova autorizzazione”. Nel dettaglio della questione: “È capitato che nel piano estrattivo presentato nel 2010 il geologo della ditta, alquanto distratto, aveva tracciato una linea di confine sbagliata che arretrava l’area Parco: gli uffici del Parco e del Comune, altrettanto distratti, hanno approvato il piano. Nel 2015, mentre era in discussione il nuovo piano estrattivo, gli ambientalisti hanno sollecitato quel controllo che da decenni non era mai stato fatto, e sono venute fuori queste gallerie abusive. Si è verificato così che la ditta aveva scavato in difformità nell’area estrattiva 4.950 metri cubi e nell’area Parco 21.000 metri cubi ma, se valeva il piano approvato con il falso confine, in area Parco sarebbero stati scavati solo 2.800 metri cubi”.
Riprende l’attivista: “Spostando oggi la linea di confine l’abuso (penale) viene drasticamente ridimensionato: da 21.000 a 2.800 mc. Perché il Comune vuole modificare il confine? Perché il Parco si adegua? La cosa non è chiara: si vuole ripristinare la legalità di un atto scaduto con il 2015? È normale che un tecnico faccia un falso, gli uffici non se ne accorgono e allora si modifica la linea di confine del Parco andando dietro all’abuso?”.
Sul perché dell’ordinanza per il “ripristino dello stato dei luoghi” che ha raggiunto Turba, secondo Leverotti “è una cosa di facciata”. —
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