Il Tirreno

La storia di Miriam che da Marina di Carrara era diretta a Loano «Per due minuti non eravamo sul ponte Morandi quando è crollato» 

«Abbiamo sentito un boato, poi la gente che gridava e scappava»

A.V.
«Abbiamo sentito un boato, poi la gente che gridava e scappava»

il raccontoForse devo ringraziare il destino, ringraziare Francesco che non voleva svegliarsi... Ringraziare sempre i miei ripetuti ritardi, ringraziare il fatto di aver bucato qualche giorno fa e...

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il racconto

Forse devo ringraziare il destino, ringraziare Francesco che non voleva svegliarsi... Ringraziare sempre i miei ripetuti ritardi, ringraziare il fatto di aver bucato qualche giorno fa e aver messo il ruotino, Paolo e quindi dover andare piano.

Comincia così il racconto di Miriam Narimel, in viaggio con il compagno e il figlio di lui, da Marina di Carrara a Loano.

Questione di minuti. Due minuti soli e Miriam, come tanti si sarebbe trovata sul ponte Morandi a Genova nell’esatto momento del crollo. Lo scrive in un lungo post dove ha pubblicato anche un video «Vivi per miracolo».

«Beh fatto sta che mancavano due minuti a dover passare quel ponte, solo oggi realizzo che anche noi potevamo non esserci più. . Non vedere più la mia famiglia e la mia piccola Miriam... Le persone a cui voglio bene...posso solo dire che e tutto ingiusto, non è il caso bravi e un errore umano sempre e pur sempre per i soldi. . In Italia solo in Italia...ma adesso vedere quei bimbi. . Vite spezzate, genitori... Lavoratori. . Chi glieli riporterà alle loro famiglie? Ore ti tristezza, ansia e panico facendo sentire la mia voce serena a tutte le persone che mi hanno chiamato per accertarsi che stessimo bene... Ma ancora ripeto... Chi gli ridarà i cari a quelle famiglie ormai “morte” ? »

Un racconto pieno di angoscia quello di Miriam, che da poco si è trasferita a Marina di Carrara e che, la vigilia di Ferragosto si era messa in viaggio.

«Abbiamo sentito un boato sordo – spiega – ma non riuscivamo a vedere nulla perché in quel preciso momento ci trovavamo in curva, proprio prima del cavalcavia».

Un boato e poco dopo lo scenario, dall’auto da cui Miriam ha fatto anche le riprese con il cellulare, lo scenario che cambia. E diventa apocalittico

«Sentivamo la gente gridare – racconta, si vedevano le macchine ferme e le persone che scappavano lungo l’autostrada. È stato terribile, sono ancora sotto choc».

Al racconto di Miriam, e al suo dolore per le vittime, per tutti coloro che su quel ponte hanno trovato la morte, si aggiunge, sui social un altro appello quello dell’autotrasportatore carrarese Cesare Magni. «Fra poco si riparte, non so se passerò da Genova o farò un altro percorso ma non farò foto per rispetto a quelli che sono morti. E ci potevo essere anche io».

Il giorno stesso del crollo del ponte Morandi lo stesso Cesare Magni aveva lasciato la sua testimonianza su facebook con un post: «Oggi penso di essere stato miracolato. Io e i miei colleghi siamo passati su quel ponte alle 9 e 30». –A.V.

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