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Vacanza con truffa La casa era già affittata

La famiglia di turisti si è accorta di essere stata raggirata quando ad aprire la porta ha trovato un altro inquilino

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MARINA DI MASSA

È arrivata insieme alla sua famiglia con i bagagli in mano pronta a occupare la casa che aveva preso a Marina di Massa per passare qualche giorno di vacanza. Una settimana a settecento euro, un affare visto che era proprio quella ferragostana. La famigliola di turisti non pensava di essere vittima di una truffa, se ne è accorta quando ha provato a suonare alla porta e ha visto un signore in bermuda e canottiera aprire. «Desiderate?». Lì hanno capito che qualcosa non andava. Perché pure lui era un villeggiante e aveva pagato il doppio di pigione attraverso un sito che offre il servizio.

Ed è proprio qui che sta la differenza: la donna (ha fatto tutto lei) ha trovato l’offerta su un sito di annunci, che non era legato a nessun gestore e quindi offriva dei prezzi vantaggiosi. Pretendeva però il pagamento dell’intera somma attraverso il bonifico su un conto corrente. Non solo: il titolare aveva voluto anche la carta di identità degli altri componenti della famiglia e la tessera sanitaria con il codice fiscale di tutti. Alla fine l’affare è andato in porto, giusto un paio di settimane prima del periodo in cui la famiglia doveva arrivare a Marina. Ma l’accordo in realtà era un raggiro fatto da qualcuno che aveva fotografato l’appartamento (anche l’interno) e aveva millantato di essere il proprietario. La famiglia ha sporto denuncia alla polizia e adesso gli agenti della postale stanno tentando di risalire al malvivente.

Non sarà trovarlo, ma il conto corrente potrebbe aiutare gli inquirenti. Perché quella delle case vacanza fantasma è una truffa molto usata. Cadere nel tranello è semplice, basta farsi allettare dai prezzi estremamente bassi: prima dell’estate due famiglie straniere avevano acquistato un’offerta trovata su Internet. L’annuncio prometteva una settimana in appartamento a cinque posti letto per poco più di mille euro, a cavallo tra luglio e agosto. Un affare. Fatto il pagamento, al momento della partenza il telefono dell’organizzatore risultava però staccato. Le famiglie sono partite ugualmente pensando a un semplice disguido, ma all’indirizzo segnato sul sito per la casa in affitto abitavano i legittimi proprietari ignari di tutto. Le vittime del raggiro anche in questo caso si sono presentate in questura e hanno fatto un esposto, contro ignoti perché il nome che aveva dato chi ha venduto il pacchetto era un alias. Anche qui non sarà semplice trovare a chi corrisponde quel nominativo.

Disavventura simile per un’altra coppia di stranieri che aveva scelto il lungomare apuano per rilassarsi: marito e moglie sono arrivati dal Belgio con la convinzione di passare sette giorni tra mare e sole. La villetta che avevano pagato in anticipo però non esisteva. Hanno chiesto aiuto alle forze dell’ordine, ma oltre a raccogliere l’esposto non hanno potuto fare altro che consigliare un albergo economico dove passare le meritate ferie. —

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