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la sanità 

«L’Asl ora vuole togliere la caposala dall’ospedale»

«L’Asl ora vuole togliere la caposala dall’ospedale»

L’allarme è di Jacopo Ferri: dopo la risonanza magnetica un altro affondo nei confronti delle strutture lunigianesi. Serve un confronto con l’azienda

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PONTREMOLI

«Dopo la risonanza magnetica mobile l’Asl vuole togliere all’ ospedale di Pontremoli anche la caposala della sala operatoria ed intanto causa disservizi gravissimi presso l’ambulatorio ecografico-ginecologico. L’atteggiamento dell’Asl verso gli Ospedali della Lunigiana continua ad essere a dir poco deprimente». Lo sostiene in una nota Jacopo Ferri, capogruppo Cara Puntremal.

« Dopo lo scandalo della risonanza magnetica mobile, rispetto al cui taglio a Pontremoli si attendono ancora risposte, ecco arrivare nel giro di poco un altri segnali che la scure aziendale predilige sempre i più piccoli ed i più deboli - continua la nota - L’altra mattina improvvisamente e quindi senza preavviso è stato chiuso presso l’ospedale di Pontremoli l’ambulatorio ecografico per l’effettuazione degli esami bi-test ed ecografie morfologiche, esami fondamentali per la diagnosi prenatale in gravidanza. Ciò ha comportato notevoli disagi per le pazienti lunigianesi (per l’Asl evidentemente di Serie B) alcune delle quali per poter rispettare i tempi obbligati di svolgimento dell’esame sono state spostate agli ambulatori ginecologici attivi presso l’Ospedale Pediatrico Apuano. Presso l’Opa, infatti, i ginecologi e le ostetriche come ovviamente anche al Noa di Massa, sono tenuti a mantenere un servizio attivo sulle 24 ore per garantire, grazie ad un progetto su cui la Regione ha investito 10 milioni di euro, la nascita di neonati con problemi cardiologici». «Come non scandalizzarsi di fronte a questo ennesimo disservizio ed a questa disparità di trattamento che condanna ogni volta le donne lunigianesi ed i loro nascituri a viaggi in più, pericoli in più, disagi in più e costi in più - continua Ferri - È una infinita vergogna di cui i vertici aziendali ed i responsabili locali dell’azienda dovranno dare spiegazioni così come i loro referenti politici rispondendo alle interrogazioni regionali che saranno presentate nei prossimi giorni dal Gruppo di Forza Italia. Come se non bastasse pare sia in arrivo un’altra tegola targata Asl sull’ospedale di Pontremoli».

«Da mesi si chiedono interventi immediati di ristrutturazione/adeguamento sulle sale operatorie ed in tutta risposta, invece, De Lauretis, Biselli & C. non solo fanno orecchie da mercante, ma adesso addirittura pare abbiano in animo di cancellare la figura di caposala che si occupa delle sale, accorpando il ruolo di tale figura alla caposala già operante di rianimazione - sottolinea - Tutto ciò è chiaramente figlio di un chiaro, inaccettabile, disegno che mira allo spostamento di più interventi possibili verso il Noa e che svuoterebbe notevolmente la funzionalità degli ospedali della Lunigiana, dove peraltro la qualità e la quantità degli interventi chirurgici è degna di positiva nota. L’Azienda sappia bene fin d’ora che sarà organizzata una mobilitazione ed una resistenza durissime rispetto a scelte, atteggiamenti e talune delineate volontà negative del tutto antitetiche con il diritto della Lunigiana ad avere strutture e servizi sanitari irrinunciabili. È urgentissimo un confronto serrato su questi e su tanti altri temi che i sindaci da tempo pongono all’attenzione dell’Asl per trovare soluzioni ricevendo però soltanto silenzi ed azioni contrarie». —

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