Sicurezza
«Erano in dieci contro uno per un palpeggiamento»
Dopo la brutale aggressione al ventenne di Montignoso, un’amica presente racconta ancora scossa: «Questi ragazzi hanno rovinato la sua e la loro vita»
MASSA. La calca del sabato notte, l’eccitazione di una festa, la musica picchia forte. Sguardi, sorrisi, smorfie, una mano che tra la folla si allunga, sfiora le natiche di una ragazza, un gioco. Ma è la reazione che non ti aspetti. La giovane, forse neppure diciotto anni, si gira di scatto e lascia andare tre ceffoni. Poi si dilegua, particolarmente su di giri, racconta tutto al fidanzatino e ai suoi amici. Comincia una notte diversa, che per quel ragazzo che ha allungato per gioco la mano (22 anni, di Montignoso) finirà al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Il referto dice “trauma cranico e facciale con frattura del pavimento dell’orbita oculare sinistra”, prognosi di 30 giorni. Ora il giovane è a casa.
Alla Bussola di Marina di Pietrasanta di animi agitati ne avranno tenuti a bada. Ma un’aggressione dieci contro due forse mancava sull’annuario. «Volevo raccontare esattamente come sono andate le cose sabato sera»: lo dice Giulia Sgadò, che del 22enne curato al Versilia è amica dall’infanzia (lei di anni ne ha 18). Testimone oculare di un pestaggio che mai si sarebbe aspettata: «Eravamo lì per divertirci, noi siamo ragazzi tranquilli». Succede tutto intorno alle 3,30, pochi minuti dal palpeggiamento all’aggressione con calci e pugni.
«Si è preso gli schiaffi da questa ragazza - dice Giulia - a quel punto i buttafuori del locale lo hanno trattenuto all’ingresso cercando di farlo calmare. Il fidanzato di lei, con qualche suo amico, è andato all’entrata e ha iniziato a inveire, offendendolo e provocandolo. Noi eravamo in sei, mentre si è formato un gruppo di almeno quindici ragazzi che non conoscevamo, poi le forze dell’ordine ci hanno detto che sono di Lido di Camaiore».
A questo punto scatta la feroce aggressione: una decina di giovanotti si scagliano contro il 22enne, che è gracile e non in grado di difendersi (50 chili per un metro e 70 di altezza). Un amico tenta di dargli una mano, si prende anche lui tre cazzotti su schiena e collo. Il giovane di Montignoso ha la peggio: incassa parecchi pugni, cade a terra, prende calci a ripetizione, anche se non perde mai conoscenza. C’è sangue dappertutto. L’episodio è avvenuto tra l’accesso alla Bussola e il piazzale di fronte, intorno tanti altri adolescenti che non fiatano e non si muovono.
All’apice della prepotenza intervengono i buttafuori della discoteca, «perché hanno visto che lo massacravano», sottolinea Giulia. In pochi istanti arrivano i carabinieri di Camaiore e un’ambulanza. Vengono rintracciati quattro giovani dai 19 ai 21 anni, in prima fila durante il pestaggio. Gli altri che hanno partecipato all’assalto si dileguano nella notte. I soccorritori trasportano il giovane ferito all’ospedale, i suoi amici lo raggiungono, così come i genitori. Alle 5 i protagonisti della storia sono nelle proprie abitazioni: alle spalle un sabato sera trasformato in un incubo, nella mente il terrore di una violenza che poteva finire ancora peggio.
«Il mio amico poteva perdere la vista, questi ragazzi hanno rovinato la sua e la loro vita. In dieci contro uno per un palpeggiamento fatto per scherzo». —
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