Il Tirreno

ECONOMIA SOMMERSA

È fantasma un affitto su tre, la finanza smaschera i furbetti

È fantasma un affitto su tre, la finanza smaschera i furbetti

Le fiamme gialle in queste settimane hanno controllato le seconde case Le locazioni brevi sono quasi tutte irregolari, quelle lunghe rispettano la legge

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MARINA DI MASSA. Furbetti dell’affitto in nero e annunci taroccati per attirare i turisti. Ecco lo spaccato che viene fuori sulle case vacanze della riviera apuana attraverso i controlli della guardia di finanza e le denunce arrivate allo sportello dei consumatori e alle forze dell’ordine. Le fiamme gialle del comando provinciale di Massa Carrara in queste settimane d’estate hanno monitorato appartamenti e fondi che vengono locali per brevi periodi scoprendo che anche qui c’è chi tenta di evadere le tasse, ma rispetto al dato nazionale (il cinquanta percento) scendiamo al 33%. Uno su tre.

I militari del comandante Giovanni Fiumara da giugno hanno battuto le località marine (e non solo) in cerca degli ospiti non registrati. E ne hanno trovati diversi. «Anche se la maggioranza dei proprietari si mette in regola, soprattutto quando le locazioni superano i trenta giorni e quindi si opta per la cedolare secca pagando meno tasse. Si risparmia e non si finisce nei guai», spiega il tenente colonnello Fiumara. Ma gli appartamenti fantasma sono quelli che vengono affittati settimanalmente o addirittura per un week end o un giorno. E qui c’è davvero di tutto: immobili affiliati ai server come Airbnb che vengono ceduti regolarmente per una notte mentre per le altri scatta il sommerso. Un giochetto che si riesce a fare con i clienti affezionati, però. Per esempio è capitato che una famiglia di turisti era già stata in una casa in primavera e si era messa d’accordo con la proprietaria per tornarci a luglio, senza però passare dal canale ufficiale. Un piccolo sconto (un centinaio di euro per una settimana) e in questo modo oltre alle tasse è stata risparmiata (dalla titolare) la quota da versare alla società che gestisce il servizio grazie al suo portale di annunci. È scattata la denuncia per l’omessa segnalazione alle forze dell’ordine della presenza della famiglia e anche i gestori del servizio sono stati informati. Con le conseguenze che ne deriveranno. Ma è difficile trovare i furbetti: se la locazione ha una durata inferiore ai 30 giorni, il contribuente non ha l’obbligo di registrare il contratto di affitto all’Agenzia delle Entrate, e pagare la prevista imposta di registro. Quindi se si ha la certezza (con un sconto) che il turista non andrà a denunciare la cosa (al gestore soprattutto) ecco che scatta il raggiro. —

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