Lutto
Bando periferie, «lotteremo per avere i 14 milioni di euro»
Il sindaco Francesco Persiani ha rassicurato dopo l’emendamento gialloverde sul decreto Milleproroghe. Plauso dal Partito democratico
massa
L’amministrazione comunale di Massa non sottovaluta il bando delle periferie né, tanto meno, non lotterà per avere quei 14 milioni di euro circa di finanziamenti statali che servirebbero alla città per portare avanti progettualità fondamentali. Perché nel bando non ci sono solo la realizzazione di rotonde, la riqualificazione della stazione o la realizzazione di un parco, ma ben più importante, la messa a nuovo di alcune scuole per 4 milioni e 200.000 euro e la costruzione del palazzo di via Pisacane, già definito dall'amministrazione «un'emergenza sociale», per 4 milioni 475.000 euro. Il comune di Massa vuole che quei soldi arrivino e si attiverà, tramite le forze politiche che rappresentano l'amministrazione comunale di centrodestra in Parlamento, perché il Governo ritiri l'emendamento approvato in Senato che sospende i fondi del bando fino al 2020.
È stato il sindaco Francesco Persiani, in apertura del consiglio comunale di lunedì, a rassicurare consiglieri e cittadini sul fatto che l’amministrazione «non sta sottovalutando la questione, si è attivata insieme agli altri comuni e all'Anci e insisterà perché Roma mantenga l’impegno preso; anche se, nel frattempo, il Governo sta studiando alternative. Le somme stanziate devono essere destinate alle città». Il Comune di Massa aveva inviato i progetti esecutivi lo scorso 7 agosto, giorno in cui è arrivata la notizia del rinvio di cui «è stato preso nota con molto rammarico». Una dichiarazione quella del sindaco ben accettata dai consiglieri dell’opposizione, Stefano Alberti e Uilian Berti (Pd), ex assessore ai lavori pubblici e vicesindaco, «disposto a portare in aula una mozione per dare autorità all'amministrazione comunale di alzare la voce a Roma».
Meno apprezzata, invece, la difesa del Governo giallo-verde da parte della consigliera grillina Luana Mencarelli secondo cui «l'iter non poteva essere portato avanti considerata la sentenza 74/2018 della Corte Costituzionale che ha accolto il ricorso della Regione Veneto». Secondo Mencarelli saranno individuati alcuni progetti da finanziare in ogni caso, ovvero quelli che «altrimenti ledono i diritti dei cittadini e tra questi ci sarà via Pisacane». «È già paradossale che in una città con 70.000 anime esistano le periferie a due passi dal centro con tutte le peculiarità di degrado e emergenza abitativa – ha detto Alessandro Amorese, Fratelli d’Italia – qualcuno si prenda la responsabilità di aver fatto diventare via Pisacane un'emergenza sociale». Infine, un riferimento del consigliere alle dichiarazioni dell'onorevole Martina Nardi a qualche ora dalla notizia della sospensione del bando: «Non mi piace che deputati della zona creino allarmismo». —
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