Il Tirreno

l’emergenza 

«Qui non si respira più» Al Lavello vigili e Arpat

Francesca Vatteroni
«Qui non si respira più» Al Lavello vigili e Arpat

Cattivi odori che, complice il gran caldo e le finestre aperte, entrano nelle case I residenti: fino ad oggi siamo stati inascoltati, ora costituiremo un comitato

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CARRARA

Cattivi odori. Aria irrespirabile che non fa dormire la notte. I residenti della zona Lavello non ne possono più. Questa volta hanno deciso di costituirsi in un comitato: le famiglie che abitano nei pressi della foce del canale del Lavello, dopo e nonostante l’ennesimo a l’allarme sulla situazione che stanno vivendo ormai da un paio d’anni, dopo e nonostante abbiano chiesto l'intervento dell'autorità.

E, soprattutto, dopo l’ennesima nottata da incubo con l’aria irrespirabile per via di un odore tra l'ammoniaca e il chimico che prende alla gola, descrivono e un forte bruciore agli occhi, hanno deciso di organizzare la loro protesta.

La goccia che ha fatto tracimare il vaso e che li ha spinti a chiedere nuovamente l’intervento di Polizia Municipale e dell’ Arpat, è stata la notte tra venerdì e sabato scorsi, quando con il caldo che impediva di tenere chiuse le finestre, il miasma che saliva dal canale è entrato nelle case.

«Io la prossima volta chiamo il 118- dice su tutte le furie il signor Raffaele Gori la cui abitazione si affaccia proprio sul Lavello e che denuncia di essersi sentito male - non riuscivo più a respirare e mi bruciavano gli occhi: tutte le notti dall’una fino alle cinque qualcuno evidentemente comincia a sversare nel canale qualcosa e l’aria diventa insopportabile ma l’altra sera in modo particolare».

Si sono riuniti in una trentina ad aspettare la pattuglia della Polizia Municipale e i tecnici dell’Arpat, arrivati nel pomeriggio di venerdì per campionare l’acqua.

Sono tutti esasperati: «Abbiamo tutti problemi alla tiroide- dice Sabrina Albertoni- e nel giro di pochi metri ci sono cinque famiglie con cinque casi di tumore».

«Questa è una vera e propria fogna» lamentano a gran voce i residenti della zona mentre mostrano carcasse di pesci che di tanto in tanto la corrente li trascina in mare, tra alghe, un copertone e una carcassa di bicicletta.

I residenti spiegano che poco sopra questo tratto di Lavello, sopra la foce c’è un raggruppamento di roulotte dove alloggiano dei senzatetto e ancora sopra c’è un accampamento di Rom.

«Non hanno scarico» punta il dito il gruppo di cittadini che è pronto a costituirsi in un comitato proprio per organizzare a fare sentire, al meglio, la voce di protesta contro cattivi odori e gestione del fosso del Lavello.

Fra i problemi sollevati c’è anche un depuratore ancora più sopra, lungo il corso del canale, sulla sponda massese e per la maggior parte dei residenti in zona Lavello è proprio il depuratore il maggiore indiziato a causa dei solventi che vengono impiegati, anche perché, accusano, da quando hanno fatto il raddoppio del depuratore, la situazione è peggiorata.

«Ci dicono che dal depuratore esce acqua pulita - sostiene Paolo Dell’Amico, medico in pensione anche lui residente lì - intanto ogni volta che segnaliamo alle autorità che vengano a fare i controlli perché l’odore è diventato insopportabile e l'acqua torbida-giallastra, piano piano l’acqua si schiarisce e l’odore si fa meno intenso, ma poi la notte si ricomincia».

Insomma la battaglia contro i cattivi odori va avanti e i cittadini, adesso, sono pronti a costituirsi in comitato. —





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