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Aulla sempre più la città dei supermercati: sei

GIANLUCA UBERTI
Aulla sempre più la città dei supermercati: sei

Il numero si raggiungerà con la prossima apertura dell’Eurospin alla Filanda Numerosi anche i bar, ma Bongi racconta: ecco perché ho chiuso il MomArtCafè

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AULLA

Bar quanti ne volete, supermercati idem. E con l'imminente arrivo dell'Eurospin alla Filanda, accompagnato dalle polemiche sollevate dalle opposizioni in consiglio comunale, i supermercati diventeranno ben sei ad Aulla capoluogo, che non supera i 5mila abitanti su un Comune di poco più di 11mila abitanti. Un'offerta notevole, che riesce a reggere l'urto con i grandi centri commerciali di La Spezia, Santo Stefano Magra e Sarzana, almeno nel settore alimentare. Ma a non passarsela bene, ad Aulla, sono le altre categorie merceologiche rappresentate dai piccoli negozi.

Infatti, anche via Resistenza, quella che doveva diventare la via regina dello shopping ad Aulla, è sempre più popolata di fondi tristemente sfitti e, ultimamente, caratterizzata da qualche incivile abbandono di rifiuti. Perché se è vero che sono ormai anni che il centro storico aullese è costellato dai cartelli "affittasi" e "vendesi", che fanno capolino da diverse vetrine, è altrettanto vero che questi si stanno diffondendo anche al di fuori del centro storico aullese, testimoniando una crisi del commercio che pare inarrestabile, soprattutto dopo la distruttiva e mortale alluvione del 25 ottobre 2011. A resistere, soprattutto dal punto di vista dell'attrattiva, c'è via Vittorio Veneto, la via che conduce alla dismessa stazione ferroviaria di piazza Roma, non a caso soprannominata "via Veneto delle meraviglie" con i suoi ombrelli colorati appesi sopra le teste dei passanti. Ma torniamo su via Resistenza, dove ha chiuso i battenti, da pochi giorni, il Moma ArtCafè di Nello Bongi, noto imprenditore nel settore dei locali notturni ad Aulla, proprietario dello storico disco bar Paprika all'uscita del casello autostradale. Il Moma ArtCafè ha sicuramente pagato la volubilità dei giovani contemporanei, i quali "bruciano" sempre più velocemente i locali da frequentare: quindi un locale in auge e alla moda in un determinato anno, può non esserlo più l'anno successivo. Il Moma ArtCafè era nato nel 2010 e a Nello Bongi abbiamo chiesto, essendone un testimone privilegiato, di come è cambiato il settore del commercio e dei locali notturni: «Aulla ha perduto la sua centralità e la situazione non è davvero più quella degli anni '90. Innanzitutto c'era meno concorrenza, ma, soprattutto, eravamo supportati da un sindaco, Lucio Barani, che ha fatto molto in questo senso in termini di autorizzazioni. Invece, adesso le leggi sono diventate molto più restrittive, e i nostri ventenni non hanno momenti di aggregazione come qualche anno fa, ma preferiscono starsene a casa, alienati dai social network». Nello Bongi si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe: «Negli ultimi periodi di apertura del Moma, non potevo organizzare feste, non potevo organizzare nulla. Sono stato persino denunciato da soltanto tre delle 108 famiglie che vivono nel condominio per disturbo della quiete pubblica e condannato a 15 giorni di reclusione, poi la Corte di Appello di Genova ha prescritto il reato. Evidentemente non si poteva andare avanti in questo modo, anche se devo riconoscere che la nuova Amministrazione comunale ci mette tutta la propria buona volontà, ma, purtroppo, è ingabbiata da leggi e normative che soffocano tutte le attività produttive», conclude l'imprenditore. —

GIANLUCA UBERTI

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