Sicurezza
«Si ricordi che Massa è medaglia d’oro alla Resistenza»
LAP ROTESTAÈ arrivato in Italia ben 68 anni fa, da profugo, ed è diventato medico e primario apprezzato, oltre che impegnato in prima linea nel volontariato, come presidente dell’Ail (Associazione...
LAP ROTESTA
È arrivato in Italia ben 68 anni fa, da profugo, ed è diventato medico e primario apprezzato, oltre che impegnato in prima linea nel volontariato, come presidente dell’Ail (Associazione per la lotta contro le leucemie). Adesso, Ezio Szorenyi - questo il suo cognome originario, che poi è stato per praticità italianizzato in “Sereni” - ha deciso di scrivere una lettera aperta al sindaco Francesco Persiani.
«Sono diventato cittadino di Massa nel luglio 1950 quando sono arrivato con la mia famiglia come profugo (allora i migranti o rifugiati si chiamavano cosi) proveniente da Fiume attualmente in Croazia come la storia racconta dell'esodo giuliano-dalmata dai luoghi che erano territorio italiano prima della seconda guerra mondiale e poi divenuti Jugoslavia e poi ancora Croazia.
«Questa premessa - aggiunge - per ricordare signor sindaco che la memoria va tenuta presente quando si diventa sindaco di una città che è medaglia d'oro alla Resistenza e che si è sempre distinta nell'accoglienza e nel senso di comunità che ho sempre riscontrato nel corso della vita prima di studente nelle scuole cittadine e poi nell'Università della vicina Pisa dove nel 1969 ho conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia per poi entrare nell'ospedale cittadino dove ho prestato la mia opera fino al 2009 anno del mio pensionamento come Direttore dell'Unità operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi e coordinatore Locale Donazione e Trapianto di Tessuti ed Organi.
«Può quindi comprendere il mio sconcerto e delusione mista a rabbia venire a conoscenza che Lei ha voluto segnalarsi subito come contrario all'accoglienza e addirittura caratterizzare da subito la sua amministrazione come di chiaro stampo sovranista ma addirittura neofascista», e rincara la dose, con ulteriori critiche, in riferimento alle nomine nello staff di «un esponente di Forza Nuova e un esponente dichiarato antisemita». Prosegue: «Credo che debba veramente ripensare a questa caratterizzazione che definire assurda e poca cosa... lungi da me contestare la sua nomina a Sindaco avvenuta in modo democratico ma dovrebbe pensare che lo è di tutti i cittadini anche di quelli che non l'hanno votato e che deve averne rispetto come gli stessi cittadini devono averne di lei. A disposizione per ogni chiarimento».
E ricorda che la mia zia paterna ha scritto una libro «sulla sua terribile esperienza nel campo di sterminio nazista di Birkenau Auschwitz che ho presentato, invitato a Fivizzano nel giorno della memoria 3 anni fa», conclude Ezio Sereni Szorenyi. —
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