Il Tirreno

emergenza sicurezza 

Lunigiana Libera: e ora Daspo e telecamere

GIANLUCA UBERTI

AULLAPresunte aggressioni a donne, tentati furti ai danni dei supermercati, sportelli bancomat fatti esplodere. Negli ultimi giorni decisamente non c’è pace in Lunigiana. Sullo spinosissimo tema...

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Presunte aggressioni a donne, tentati furti ai danni dei supermercati, sportelli bancomat fatti esplodere. Negli ultimi giorni decisamente non c’è pace in Lunigiana. Sullo spinosissimo tema interviene il movimento politico Lunigiana Libera, che paventa una raccolta di firme fra la cittadinanza affinché si faccia una verifica sui tanti occupanti abusivi delle case nelle vicinanze della via Francigena, nei pressi di Terrarossa di Licciana Nardi, dove si sarebbe consumata l’aggressione alla donna che faceva jogging da parte di tre cittadini extracomunitari. «Non è la prima volta che accade un fatto del genere – scrive il gruppo civico di Lunigiana Libera – e di tale gravità, diciamolo, non è un caso isolato. Questa volta la tragedia è stata evitata, ma la prossima volta potrebbe accadere il peggio! Da tempo la nostra zona è frequentata da spacciatori e ladri. Bancomat che saltano, vetrine sfondate, attività derubate, commesse e gestori minacciati, aggressioni, spaccio e, soprattutto, raggiri nei confronti di minorenni da parte di spacciatori senza scrupoli. Basta. Dobbiamo ribellarci a questa situazione e devono ribellarsi anche le comunità straniere, perché non è giusto che intere comunità siano additate per colpa di qualche balordo o delinquente. Come Lunigiana Libera chiederemo ancora, per l’ennesima volta, ai sindaci di applicare il Daspo cittadino ex articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali, e chiediamo, inoltre, che si riuniscano e insieme vadano dal Prefetto. In particolare, la via Francigena dovrebbe essere oggetto di visite delle forze dell’ordine e installazione di telecamere. Importante sarebbe poi verificare i tanti occupanti abusivi delle case circostanti. Diversamente ci faremo promotori di una raccolta di firme, dove a chiederlo saranno i cittadini in massa!». —

GIANLUCA UBERTI

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