Il lavoro dei cavatori anche in una miniatura
CARRARATorano celebra l’eroismo dei cavatori nella miniatura di Michele Bertellotti “Io speriamo che me la cavo” (si, come il film di Paolo Villaggio). Passa quasi inosservata tra gli scantinati-galle...
CARRARA
Torano celebra l’eroismo dei cavatori nella miniatura di Michele Bertellotti “Io speriamo che me la cavo” (si, come il film di Paolo Villaggio). Passa quasi inosservata tra gli scantinati-galleria della rassegna d’arte contemporanea in corso nel borgo dei cavatori, ai piedi delle bianche cave di marmo ma è sicuramente tra le installazioni (anche se mini) più efficaci e potenti. Il lardo di Colonnata prende il posto del marmo mentre operosi cavatori lavorano su fette di pane con trapani e scalpelli consapevoli dei rischi di uno dei mestieri più pericolosi ma anche affascinanti. Ci sono mille significati, e probabilmente molti di più, dentro lo scrigno di Torano Notte e Giorno che fino a domani mette in mostra le creazioni di una trentina di artisti.
Struggente l’omaggio a Stefano Graziano, l’artista scomparso lo scorso maggio che a Torano aveva esposto una delle opere diventata poi icona della rassegna, la 500-maciste: il suo volto a metà domina all’ingresso del borgo.
Per informazioni e programma www.toranonottegiorno.it. —
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