Gioco
Sos per la valle del Frigido-Renara. Troppa sporcizia nell’oasi incontaminata
Residenti e frequentatori lanciano un appello a Consorzio di bonifica e Comune per tutelare l’area ed eliminare i rifiuti
MASSA. Ci sono bottiglie di vetro e di plastica. Pezzi di vecchi teli in pvc e tappi che a guardarli da lontano sembrano quasi dei fiori, ma fiori non sono.
Eppure se non ci fossero questi “nei” che deturpano e inquinano l'ambiente, la valle del Frigido - Renara potrebbe essere considerata l'area incontaminata del Comune di Massa. Chi è in cerca di refrigerio la preferisce al mare, specialmente in queste giornate di caldo torrido. E oltre al fresco c'è in ballo la bellezza dell'area, che rientra in quella protetta del Parco delle Apuane, ma che è sempre più minacciata da chi abbandona rifiuti di ogni genere.
Mentre si fa il bagno si può incontrare qualche lamiera in ferro arrugginito, lungo l'argine sono stati rinvenuti una scala, in buono stato, e una scatola per attrezzi, invece piuttosto malridotta. Oltre che decine di lattine, bottiglie di vetro rotte e cartacce ovunque. A denunciare lo stato di cattiva preservazione della zona i residenti di Guadine e di Forno, anche perché finito il caldo saranno loro a dover fare i conti con ciò che resta dell'ondata di turisti.
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«Solitamente puliamo da soli tutto - spiega Enzo Del Sarto (nella foto piccola a sinistra), residente del Forno - ma abbiamo smesso di frequentare il fiume perché è diventato uno schifo. Però le bollette al Consorzio le paghiamo». «Ogni volta che scendo dalle Alpi Apuane – afferma Simone Palagi (nella foto piccola a destra), escursionista della zona – torno con sacchetti di sporcizia, in particolare plastica e lattine. Anche i sentieri li trovo spesso molto sporchi». E il giovane Marco Bertelloni lancia un appello: «Le persone che vengono qua dovrebbero tutelare l'ambiente. Se lasciano sporco lo ritrovano così».
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La stagione passata alcuni volontari, detenuti in libera uscita e richiedenti asilo, armati di guanti e scope, avevano ripulito centinaia di metri dell'alveo del fiume. Due quintali di rifiuti erano stati smaltiti. Ma a dare un'occhiata oggi sembra che tutto quel lavoro sia svanito nel nulla. Dal Consorzio di bonifica, il presidente Ismaele Ridolfi fa sapere che competenza dell'ente è la sicurezza idraulica. E che in caso di rischio igenico sanitario a doversene occupare è il Comune. «Per il Frigido prevediamo due tre interventi l'anno – spiega – e uno è attualmente in corso. Ma compito dell'ente è ripulire il letto del fiume dai rifiuti che impediscono il defluire delle acque».
L'associazione Amici di Renara si propone all'amministrazione per aiutare nella pulizia dell'area. E lancia un'idea: «Una convenzione che coinvolga i disoccupati delle frazioni montane – spiega Morris Fazzi dell'associazione – a fronte di un rimborso spese potremmo tutelare l'ambiente e aiutare le persone senza lavoro. All'amministrazione chiediamo di essere presente con soluzioni alle varie problematiche. Ma abbiamo bisogno anche di controlli da parte dei guardiaparco e dei carabinieri forestali. E alle persone chiediamo solo di avere rispetto per l'ambiente». —
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