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Il Pd sul mercato delle Jare «Scuola o città dello sport per rilanciare la struttura»
massa«Voi che avete intenzione di fare?»: è la domanda che Pierluigi Perinelli, segretario del circolo Pd Turano – Cervara rivolge all’amministrazione, e in particolare al presidente del consiglio...
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«Voi che avete intenzione di fare?»: è la domanda che Pierluigi Perinelli, segretario del circolo Pd Turano – Cervara rivolge all’amministrazione, e in particolare al presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, dopo le recenti proteste e segnalazioni sul degrado al mercato delle Jare. Oltre a rivendicare di aver investito più di 500.000 euro per eliminare problemi strutturali sul tetto e migliorare l’efficienza energetica introducendo i pannelli fotovoltaici, il Pd invita Benedetti a mettere da parte le «scenette», e a proporre atti deliberativi. «Quel luogo necessita di un cambiamento radicale – commenta Perinelli - per sfruttare al meglio e dotare la città di qualcosa di moderno, come per esempio una città della dello sport oppure un polo scolastico».
E in effetti l’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi ha definito quel luogo «terra di nessuno» e sta valutando un cambiamento per il mercato e l’intera zona perché «così non può essere lasciato, bisogna capirne la valenza e la funzionalità, verificare la presenza di operatori commerciali e le autorizzazioni: solo nel 2016 il mercato delle Jare è costato al comune di Massa circa 73.000 euro di acqua». Motivo per cui sarà lo stesso assessore, in settimana, ad effettuare un sopralluogo anche per cercare di capire come e da chi sono stati scaricati i cumuli di materiali e procedere con eventuali contestazioni. L’assessore inoltre conferma l’investimento fatto sul tetto da 500.000 euro e «siamo in attesa, per i primi di settembre, di altri 100.000 euro per terminare i lavori».
Sulle accuse lanciate da Benedetti interviene anche la cooperativa sociale Ape Carica, uno degli inquilini dell’area, ricordando come «i bagni pubblici, utilizzati dai commercianti e dai clienti, erano stati interdetti all'uso dopo un sopralluogo perché inagibili a causa di una perdita dal soffitto notificata proprio dalla cooperativa». Per quanto riguarda l'accumulo di materiale si tratterebbe «della mancata adesione dei commercianti alla raccolta differenziata e del mancato controllo dei cancelli di accesso». —
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