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Bollani alle cave, caos per le navette e polemiche sull’organizzazione

Alessandra Vivoli
Bollani alle cave, caos per le navette e polemiche sull’organizzazione

Tanti spettatori costretti a raggiungere a piedi Fantiscritti La replica: non potevamo mettere bus da 50 posti

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CARRARA

Per una volta le cave di marmo, utilizzate come palcoscenico, non vengono (o almeno non soltanto) elogiate per bellezza e suggestione. Ma finiscono al centro di una polemica sollevata, sia sui social che con segnalazioni direttamente al Tirreno dal numeroso pubblico che ha assistito venerdì scorso al concerto di Stefano Bollani.

Bus navetta lenti e insufficienti. Illuminazione sbagliata e tanta gente costretta a incamminarsi a piedi dai Ponti di Vara a Fantiscritti. E un concerto cominciato con un’ora buona di ritardo. Queste le critiche mosse all’organizzazione della serata, non certo all’artista che è stato, invece molto apprezzato».



Le segnalazioni sono arrivate sulla pagina facebook dell’evento dove un gruppo, arrivato da Firenze, lamenta sia il fatto che le navette siano state insufficienti ma anche il fatto che la location vera e propria non era in cava ma in un parcheggio prima della cava stessa.

A raccontare la serata è anche Bernardo un architetto di Firenze, in vacanza sul nostro territorio, che ha fatto la cronaca di quanto avvenuto.

«Con i miei amici siamo arrivati ai Ponti di Vara per tempo, proprio come era stato consigliato – spiega – Ci siamo messi in fila ad attendere le navette. I bus erano due, uno molto piccolo e per raggiungere la location del concerto impiegavano parecchio tempo. Proprio per questo, a un certo punto, abbiamo deciso di andare a piedi: una camminata di circa un quarto d’ora, sulla via di cava, che come noi in molti hanno intrapreso. Ma una volta arrivati a destinazione c’è stata un’ulteriore delusione: non eravamo nel cuore delle cave, non c’era suggestione e le luci erano pure sbagliate. Alla fine avrebbero potuto fare lo stesso spettacolo allo stadio». «Stefano Bollani – conclude Bernardo – è stato bravissimo e il concerto, questo è bene sottolinearlo stato davvero molto bello. Ha peccato l’organizzazione».



Il concerto di Stefano Bollani a Fantiscritti è stato organizzato dalla Gamp di Giacomo Loprieno che risponde così alle critiche.

«C’è stato un ritardo dell’inizio del concerto dovuto alla grande affluenza di pubblico – spiega – Le cave sono uno scenario molto bello e suggestivo ma comportando anche problemi di accessibilità. A chi lamenta il numero delle navette voglio rispondere che non potevamo metterne di più perché avrebbero congestionato il traffico e, soprattutto, considerando la natura stesse delle strade al monte, non avremmo potuto utilizzare bus da cinquanta posti».

«La raccomandazione, veicolata anche attraverso la stampa e sui social era quella di arrivare per tempo ai ponti di Vara e, se possibile, utilizzare moto e scooter. Purtroppo c’è stata una congestione di afflussi e questo ha comportato disagi e qualche ritardo».

Per quel che invece riguarda l’illuminazione Loprieno replica punto per punto.

«Non si può dire che le luci erano sbagliate – ci tiene a precisare – abbiamo illuminato le cave come a Natale e perfino le pareti di Fantiscritti. Proprio per questo, per l’illuminazione, abbiamo raccolto moltissimi apprezzamenti anche subito dopo il concerto. –

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