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club unesco la cerimonia a villa fabbricotti 

“Carrara città creativa” premia i giovani scultori

“Carrara città creativa” premia i giovani scultori

Nella sezione internazionale la giuria ha fatto salire sul podio Luo Guixia  A livello nazionale invece Damiano Tata si è aggiudicato il primo posto

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CARRARA

Sì è svolta sabato scorso, a villa Fabbricotti al Parco La Padula, la cerimonia di premiazione del Concorso Ficlu “Premio Carrara Città Creativa. Forum Internazionale di giovani scultori del marmo a Carrara”, giunto alla suaquarta edizione.

Preceduta da un’interessante visita al Museo Carmi – Museo Carrara e Michelangelo, la premiazione è iniziata con i saluti del sindaco Francesco De Pasquale, e dell’assessore alla Cultura, Federica Forti. A seguire, gli interventi del presidente nazionale della Federazione Club e Centri Unesco, Maria Paola Azzario, e del presidente del Club per l’Unesco di Carrara, Maria Grazia Passani, che hanno ricordato l’importanza di questo concorso, divenuto internazionale, per la valorizzazione dei giovani e per la promozione del patrimonio, nell’anno in cui si celebra anche il riconoscimento, ottenuto nel 2017, di Carrara Città Creativa Unesco per l’artigianato.

I giovani artisti in Concorso, che hanno svolto lo stage-premio dal 9 al 27 luglio presso il Laboratorio della Cooperativa Scultori di Carrara, hanno realizzato le seguenti opere: Kaikhan Chakhal Salakhov, Accademia di Carrara, Meccanismo del Cosmo, Luo Guixia, Accademia di Roma, Supporto– Marmo come supporto della vita, Damiano Tata, Accademia di Roma, “Sii dolce figlio perché ti servirà quando sarai piú grande”, Cristina Viviani, Accademia di Carrara, “Radici”, Antonio Fariello, Accademia di Firenze, “Percorso”.

La giuria ha decretato il vincitore della sezione internazionale: si tratta di Luo Guixia con la sua opera “Marmo come supporto della vita”. Motivazione: l’opera realizza pienamente una delle finalità del concorso che recita “l‘arte è il mezzo ideale per l’incontro tra i popoli, che ha delle possibilità formative illimitate, e che è un fattore dinamico e incisivo della trasformazione della realtà per la cultura della pace. L’opera si innesta nella cultura locale del marmo, riprendendo la realtà delle piante endemiche: il fiordaliso delle Apuane nasce nel marmo. L’artista, con la sua opera, ha saputo entrare e riprodurre, nel villaggio globale, ospitando nel marmo vite diverse che si misurano tra loro nella comune solidarietá e nel comune afflato alla vita. È stata quindi sottolinea la capacità dell’artista di ritornare all’antico coniugando pittura e scultura cosi come avveniva nei secoli scorsi. L’opera vive e come dice l’artista porta sempre la speranza oltre.

Nella sezione nazionale Damiano Tata si è imposto con l’opera “Sii dolce figlio perché ti servirà quando sarai piú grande”. Motivazione: la giuria è unanime nel riconoscere l’originalitá dell’opera, l’abilità tecnica, la proiezione nel futuro. Il titolo è giá evocativo del futuro del marmo, le diapositive sono state composte attraverso un’attenta valorizzazione del marmo, lavorando con il cristallo e con gli acidi. Come descrive l’artista: In merito alle tessere proiettate è inoltre importante aggiungere che sono state realizzate attraverso l’uso di acidi, dunque inventando i processi che hanno portato alla formazione della pietra attraverso un processo di disgregazione. L’opera congiunge l’arte con la scienza, la conoscenza e la tradizione. —

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