Il dolore
Gazpacho, birra e grigliate A Marina il cibo è di strada
Da oggi fino a domenica la manifestazione di street food in piazza Betti Un percorso gastronomico tra decine di stand di specialità da tutto il mondo
MASSA
Prelibatezze dolci e salate che rompono i confini e riuniscono nove paesi in un'unica piazza. Dopo il successo dell'edizione passata che ha registrato numeri da record, lo street food targato “Associazione promozione, cultura e sapori” torna nel cuore di Marina di Massa, precisamente in piazza Betti.
In collaborazione con Street Food Fiesta loca e Festa Spagnola, con il supporto dell'organizzatore di eventi, Lino Marcuccetti, da oggi fino a domenica il litorale sarà letteralmente pervaso dai profumi delle cucine di tutto il mondo. E di cibo ce ne sarà per tutti i palati, dal salato al dolce: non mancheranno verdure grigliate e arrosticini e per dessert frutta disidratata e pasticceria. Un vero e proprio percorso, aperto dalle 17 alle 24, alla scoperta dei sapori locali delle diverse culture rappresentate, per l'occasione riunite in piazza Betti grazie ai furgoncini/friggitorie di street food. A tramandare la tradizione culinaria italiana ci saranno gli arrosticini dell'Abruzzo e i cannoli della Sicilia. Dalla Spagna ci sono stand con "Gazpacho", la zuppa fredda a base di pomodori, peperoni e aglio tipica dell'Andalusia, "churros", le frittelle dolci accompagnata da cioccolata calda e zucchero a velo, e sangria. Dai Paesi Bassi un numero infinito di dolci: torte e pasticcini a base di mele, "Pannenkoeken", la versione olandese delle crepes farcite con ingredienti dolci oppure, come da tradizione, anche salati come pancetta e formaggio. E ancora dal Messico le "tortillas", dall'Argentina la carne alla brace e dalla Grecia formaggi e olive. Spazio anche alle birre della Thailandia e della Germania.
Una festa a base di cibo di strada che si terrà fino a domenica. Per permettere il regolare svolgimento dell'evento, la piazza resterà chiusa al transito e alcune variazioni verranno apportate nella viabilità delle strade limitrofe. —
CAMILLA PALAGI
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