Il Tirreno

l’accusa di potere al popolo 

«Con il divieto per i camper si uccide un pezzo di turismo»

L’obiettivo è il divieto di sosta e transito per i mezzi più alti di due metri sul lungomare «Danni anche per chi lavora e non potrà passare da lì»

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MASSA

«L'amministrazione comunale di Massa applica le sue idee securitarie e non inclusive anche al Turismo». L’accusa arriva da Potere al Popolo e ventila il rischio di ricadute sul turismo in camper dopo l’ultima determina che istituisce il divieto di transito e sosta per gli automezzi più alti di due metri nel tratto del Lungomare di Ponente compreso tra via Casola e via Istriana.

«Dopo gli annunci propagandistici in campagna elettorale ci troviamo di fronte alla vera faccia di questa amministrazione, quella dell'esclusione. Prima la crociata contro i torsi nudi, poi il problema di chi va in bicicletta, infine l'esclusione, di fatto del turismo da camper. Rinunciamo così ad un turismo che coinvolge in Italia 8,4 milioni di persone e genera un fatturato di circa 2,9 miliardi di euro all'anno. Non solo, spesso chi viaggia in camper lo fa per superare le barriere architettoniche che impediscono ai propri familiari disabili di fare una vacanza normale», scrivono da Potere al Popolo.

«La politica dell'amministrazione, che ha trovato in Stefano Benedetti e Marco Guidi gli esecutori materiali, esclude dal nostro territorio questo turismo e la precisazione del presidente del consiglio comunale che vorrebbe creare un'area di parcheggio in cui i camperisti sarebbero "guardati a vista", un carcere a cielo aperto, aggiunge del penosamente drammatico a tutta la faccenda».

E ricostruiscono la storia di questa determina: «Come se non bastasse ci mette del suo anche il dirigente comunale Fabio Mercadante che emette una determina il 17 luglio 2018 facendo un copia incolla estremamente preciso da un atto del 2005 dopo che fu lui stesso ad annullarla con un'altra del 2010: nel 2012 fu costretto poi ad annullarla a seguito di un intervento del Ministero dei Trasporti che ne evidenziò la illegittimità. Il paradosso sta ora nel fatto che esiste una segnaletica stradale, installata nel 2010, che è in netto contrasto con le indicazioni della nuova determina e quindi assolutamente inapplicabile visto che un eventuale ricorso a multe vedrebbe i proprietari di mezzi superiori a 2 metri vincitori».

Nel comunicato si evidenziano anche le ricadute negative per chi lavora: «Aggiungiamo che con la dicitura "mezzi superiori a 2 metri" sono colpiti anche quelle decine e decine di lavoratori che con i loro mezzi di trasporto commerciali, e pensiamo ai corrieri, o di lavoro per l'edilizia non potranno più transitare per Via Casola, strada obbligata di connessione tra la Marina e via delle Pinete. A dire la verità ci aspettavamo qualcosa di più di un copia-incolla da un dirigente che dal 2013 al 2016 ha avuto uno stipendio medio di 84'000 euro all'anno, 7 mila euro al mese: riteniamo poi che questa determina sarà di nuovo oggetto di ricorso legale come quella del 2010». —



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