Sicurezza
C’è la piazzola per l’elisoccorsoma è piena di rovi ed erbacce
L’area dietro l’ex tribunale di San Martino è di proprietà delle FerrovieIl primario Alberto Baratta: in quelle condizioni l’atterraggio è difficoltoso
CARRARA
Non serviva la prova del nove perché i medici che lavorano su Pegaso sanno bene che atterrare a Carrara è più impegnativo che atterrare altrove: la piazzola c’è, ma ci sono pure rovi, erbacce e sterpaglie che rendono difficoltoso l’atterraggio.
La prova del nove non serviva, ma il 25 luglio è comunque arrivata: quel giorno un ragazzo di 16 anni, in sella alla sua bicicletta, finisce contro un’auto. Ha un grave trauma toracico, ha bisogno di essere stabilizzato e trasferito all’ospedale di Cisanello a Pisa. Si alza immediatamente l’elicottero di stanza a Cinquale, raggiunge in un battibaleno Carrara. E lì per il pilota arrivano le difficoltà perché atterrare in quel di San Martino è un’impresa. Conferma i disagi il dottor Alberto Baratta che il servizio di elisoccorso lo dirige: «Quella del 25 luglio è stata una missione, coordinata dalla centrale operativa del 118, quasi perfetta. E il mio “quasi” - ci tiene a precisare - si riferisce esclusivamente alle difficoltà che il pilota di Pegaso ha dovuto incontrare nell’atterraggio sul sito che si trova dietro all’ex tribunale di San Martino».
Del resto quel sito è l’unico adatto all’atterraggio di un elicottero, dunque l’unico utilizzabile dall’elisoccorso per far fronte alle emergenze su Carrara. E qui arrivano i problemi perché quella che dovrebbe essere una piazzola è un’area in pieno degrado con piante di ogni tipo, rovi ed erbacce: «Quello - ribadisce il dottor Baratta - è l’unico spazio per gli atterraggi a disposizione della città di Carrara, purtroppo, però, è invaso da una vegetazione infestante che rende davvero difficoltoso l’atterraggio». Difficoltoso «per il rischio che qualche arbusto - chiarisce il direttore del servizio - possa danneggiare il fondo dell’elicottero». E danneggiare l’elicottero significa danneggiare un servizio fondamentale per il sistema sanitario. Quella del 25 luglio scorso non è la prima volta che Pegaso incontra problemi nell’atterraggio a San Martino, è, piuttosto - sottolinea Baratta - «la seconda volta nel giro di pochi mesi».
Concetto chiaro: la piazzola deve essere pulita, basterebbe un comune decespugliatore o un tosaerba per risolvere la questione. La cosa non è complicata, ma lo diventa. Che a San Martino ci siano le erbacce il Comune lo sa: «È a conoscenza del problema» assicura il direttore Baratta. Lo sa ma poco può fare perché quella piazzola non è di proprietà di piazza Due giugno.
«Il comune è a conoscenza del problema - chiarisce il dottor Baratta - purtoppo, però, il compito di tagliare l’erba e sistemare il sito spetta al proprietario che in questo caso è rappresentato dalla Ferrovie». E sono le ferrovie che dovrebbero mettersi a lavoro a San Martino. «Speriamo - conclude il responsabile elisoccorso - che dopo questo secondo episodio i proprietari del sito vogliano mettere in sicurezza la zona».
Insomma, la speranza è che l’elicottero possa a breve atterrare senza alcuna difficoltà anche nella piazzola di San Martino per evitare difficoltà agli operatori sanitari e al pilota nel caso scatti l’emergenza e sia necessario ricorrere all’intervento di Pegaso. —
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