Il Tirreno

il futuro del litorale 

Regolamento urbanistico a rilento: "investimenti a rischio alle colonie"

Chiara Sillicani
Regolamento urbanistico a rilento: "investimenti a rischio alle colonie"

Teresa Pardini di Turimar: non imputiamo colpe all’amministrazione, ma dobbiamo fare il punto sui nostri progetti 

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MASSA. A fare la sintesi sul futuro delle colonie è Enrico Bogazzi. L’ uomo della Porto spa di colonie se ne intende e parecchio: nelle società che detengono la Torino, l’Olivetti (complesso Turimar) e la Motta ha rilevanti quote di capitale. Da persona di poche parole, va al sodo: «I tempi si allungano e, visto il quadro generale, temo che quelli che avevano intenzione di investire sulle colonie, adesso prima di concretizzarlo, quell’investimento, ci penseranno 10 volte». Tradotto: la partita del regolamento urbanistico è ancora da giocare e i progettiper il recupero delle colonie rimangono in stand by. Rimangono, appunto, perché in stand by ci sono già da parecchi anni.

Oltre 80% delle quote di Turimar (che comprende le colonie Torino e Olivetti) sono di proprietà della società Asi. E quella società fa capo a Fingildo dell’imprenditrice Daniela Conti e allo stesso Enrico Bogazzi. All’armatore è legata a doppio filo anche la sorte di un’altra colonia, la Ettore Motta: la proprietà, infatti, è riconducibile proprio alla Porto di Carrara Spa. Insomma, dici colonie e dici Erico Bogazzi. Anche se di investitori pronti a riqualificare gli edifici di epoca fascista ne sono fatti avanti diversi. Locali e non solo. Imprenditori e cordate che adesso, stanchi di attendere risposte, potrebbero fare il passo indietro.

Investimenti a rischio quindi. E sul banco degli imputati ci sono le lungaggini per il regolamento urbanistico. Teresa Pardini, amministratrice di Asi, ci tiene a sottolineare che il dito non è puntato contro l’amministrazione Persiani che la società ha incontrato nei giorni scorsi: «Non attribuiamo alcune responsabilità, ma siamo di fronte a tempi lunghi. La partita per il regolamento non è ancora chiusa, l’atto non è ancora in Regione e noi aspettiamo da anni». Da quando - chiarisce - nel 2009 Enrico Bogazzi ha rilevato Turimar per «riqualificare l’intero comparto». Turimar per qualche anno ha lavorato, poi dal 2016 più nulla: il mercato turistico è cambiato, le strutture, anche quelle che se la passano meglio, hanno bisogno di una pesante riqualificazione e di strumenti urbanistici, che consentano di sapere cosa si può fare e cosa no, ancora non ce ne sono.

Teresa Pardini conferma che un incontro con il sindaco Persiani c’è stato: «L’amministrazione non vuole stravolgere il percorso già fatto in tema di urbanistica». E questo è rassicurante, ma una data certa non c’è: «Noi siamo in stallo, la cosa è preoccupante. Abbiamo presentato un importante progetto nel 2012». Ma l’assenza di strumenti urbanistici impedisce di valutarne la reale fattibilità. Adesso Asi dovrà fermare le bocce e valutare. Dovranno farlo anche gli imprenditori interessati a metter mano al portafogli:«La volontà di investire fino ad ora c’è stata. Adesso - conclude la Pardini - vedremo». E l’uso del futuro non rassicura, il rischio è che, chiusa la partita del regolamento e definiti gli interventi realizzabili nelle colonie, manchi chi quegli interventi è disposto a finanziarli. —
 

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