Il Tirreno

Appello di Cgil e uil 

«Nessuno lavori all’aperto nelle ore bollenti del giorno»

La Fillea e la Feneal scrivono una nota alle aziende del settore e chiedono di ridurre l’orarionei giorni di temperatura elevata per evitare colpi di sole e malori

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MASSA

Fa caldo e quando fa così caldo ed è così elevato il tasso di umidità, la prima regola per scongiurare malori - non serve la laurea in medicina per capirlo - è evitare l’esposizione al sole. Soluzione difficilmente praticabile, però, per chi lavora all’aperto. Per gli edili, per tutti i dipendenti del settore costruzioni, per i lavoratori delle segherie e delle cave. Lapideo, insomma.

Ecco quindi la richiesta di Roberto Venturini, segretario provinciale della Fillea Cgil e di Francesco Fulignani, alla segreteria provinciale di Feneal Uil.

I due sindacalisti chiedono, infatti, ai datori di lavoro di ridurre l’orario dei loro dipendenti in questi giorni di caldo record per evitare malori: «Le segreterie Fillea e Feneal - scrivono in una nota stampa - fanno appello a tutte le aziende del settore delle costruzioni, delle cave, dei laboratori, delle segherie e dei piazzali edili e a chiunque lavori all’aperto: è il momento di dimostrare che ci tenete alla sicurezza dei lavoratori e il modo migliore per farlo, in questo momento di elevate temperature e alta percentuale di umidità, è quello di ridurre in modo sensibile l’orario di lavoro. È impensabile con queste temperature - i sindacalisti motivano la loro richiesta - lavorare otto ore. I colpi di calore mettono a repentaglio la sicurezza di tutti. È ora di dimostrarlo con le parole che la salute e la sicurezza dei lavoratori - è l’appello di Roberto Venturini e Francesco Fulignani - sono la priorità».

Quindi un riferimento alla precisazioni del Ministero della Salute: «Sul suo sito il Ministero, nel citare le categorie di lavoratori a rischio colpo di calore, inserisce anche quelle rappresentate dalle nostre categorie. Prevede alcune prescrizioni come, tra l’altro, l’azienda sanitaria locale ha già fatto dal mese di giugno».

Un appello rivolto da Cgil e Uil alle aziende del settore, ma anche un impegno assunto, quello al controllo:«Comunque - continua e si conclude la nota di Fillea e Feneal - noi vigileremo e se dovessimo avere notizie di attività che si svolgono nelle ore più calde, lo segnaleremo agli uffici competenti e chiederemo un’ispezione immediata».

Insomma, la richiesta è chiara: si eviti che i lavoratori impegnati all’aperto siano al “pezzo” anche nelle ore centrali della giornata, quelle più calde. Si riduca, quindi, la giornata lavorativa evitando l’esposizione al sole dei lavoratori nei momenti in cui è più elevato il rischio di colpo di sole o di malore. Con la volontà del sindacato di monitorare ed eventualmente di segnalare casi di malessere dovuti proprio al lavoro nelle ore più calde della giornata.

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di Redazione web