Il dolore
In 80 al pronto soccorso per caldo e disidratazione
Gli accessi giornalieri passano da 150 a 230. E spesso i pazienti sono giovaniIl primario: molti bevono poco o bevono alcolici anche nei giorni di afa
MASSA. Ogni giorno sono centocinquanta le persone che varcano la soglia del pronto soccorso. Ma in questi giorni a varcare quella soglia sono molti di più: addio dato medio, gli accessi in quel di viale Mattei si impennano. Tutta colpa del caldo e della grande umidità che lo rende ancor più insopportabile: a chiedere aiuto ai medici arrivano in pronto soccorso 200, anche 230 persone. Per un massimo di 80 accessi in più rispetto ai giorni “standard”. E non si tratta - non soltanto - di pazienti “deboli”, anziani già messi a dura prova da patologie ed età avanzata o bambini affaticati dall’afa, ma sempre più spesso di giovani. Colonnina del termometro che sale e grande umidità. Risultato: numerosi malori, collassi, forme di disidratazione.
A confermare l’incremento degli accessi e i casi di malori nei giovani è il dottor Alberto Conti che il pronto soccorso lo dirige: «Il flusso medio giornaliero - si affida ai dati - si attesta sui 150 accessi. In questi giorni di grande caldo abbiamo, invece, raggiunto anche quota 230, ma siamo sempre stati in grado - ci tiene a precisarlo - di gestire la situazione. Non ci sono stati disagi (vedi articolo accanto)».
Anziani disidratati
Giovani vittime di malori, ma anche persone anziane, spesso con un quadro clinico complesso. In molti casi il caldo, affaticandoli, aggrava la loro condizione di salute. Senza dimenticare che le persone anziane tendono ad avvertire meno il senso della sete, quindi, bevendo meno rischiano - è l’immediata conseguenza - la disidratazione.
Giovani e collassi
A rischio, con il grande caldo, anche i giovani che per necessità - in molti casi per lavoro - o per piacere, magari per godersi un’ora di mare, si espongono nelle ore più calde: «In questi giorni - Alberto Conti fa il punto - sono arrivate in pronto soccorso persone giovani colpite da collasso». Il grande caldo mette alla prova anche chi ha buone condizioni di salute e l’età per reagire all’afa.
Il sole, l’alcol, l’acqua
Il primario Alberto Conti ci tiene a precisare che spesso a rendere ancor più insopportabile il caldo ci sono gli stili di vita: «Gli adulti spesso si espongono troppo al sole, anche nelle ore centrali, bevono poco e continuano ad assumere alcolici. Non parlo dei casi estremi, dell’alcolismo, ma dell’abitudine al bicchiere di vino preservata anche in piena estate.
L’alcol facilita l’evaporazione, quindi, pur essendo un liquido, non aiuta la disidratazione, piuttosto la ostacola». Il caldo, magari la stanchezza o la pressione bassa e la speranza che la birretta dia una mano a tirarsi su. Spesso non è così.
Bimbi e traumi
Di bambini disidratati in questi giorni al pronto soccorso non ne sono arrivati. Se i piccoli pazienti chiedono aiuto spesso è perché cadono.
I traumi, infatti, in estate aumentano: si esce, si gioca all’aperto, si va al mare. I rischi sono di più: «Non ci sono stati casi preoccupanti di bambini - garantisce il primario - per traumi o cadute. Questo dato rimane nella media». Quello degli accessi complessivi al pronto soccorso è, invece, ben oltre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
