Sicurezza
«Discoteca abusiva», nei guai titolare del pub
La polizia ha scoperto che il locale non aveva la licenza per far ballare i clienti. E sei dipendenti lavoravano in nero
MARINA DI MASSA
Nelle ultime serate il pub si era trasformato in una sorta di discoteca a cielo aperto. Frequentatissima, soprattutto dai giovani che affollavano il locale ballando fino all’alba. La confusione però ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine, che l’altra sera - in occasione dei servizi di controllo disposti dal questore Giuseppe Ferrari lungo il litorale apuano - hanno toccato con mano quello che sospettavano. Perché erano nati dei dubbi sulla conformità del sistema delle autorizzazioni previste per il ballo; dubbi talmente forti da rendere necessario un controllo accurato sul posto, avvenuto nella serata clou (sabato), da parte degli uomini della divisione di polizia amministrativa e sociale. In particolare, l’attenzione degli agenti si è rivolta alla verifica del rispetto delle norme del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che mirano a prevenire situazioni di possibile pericolo per gli avventori derivanti dallo svolgimento di forme di intrattenimento danzanti e musicali in genere.
La pattuglia della questura ha rilevato la mancanza della licenza comunale che consente al titolare dell’esercizio di poter svolgere le attività di intrattenimento e che, a sua volta, viene rilasciata previa verifica di tutte le condizioni di sicurezza necessarie ad evitare rischi di incidenti. Verifica che consente anche di stabilire quante persone possono accedere alla struttura in oggetto. Era anche assente la prevista certificazione di prevenzione incendi ed erano stati impiegati tre addetti alla sicurezza del locale, che non risultavano iscritti presso l’apposito registro della prefettura. L’ispezione è stata compiuta insieme all’Ispettorato del lavoro che ha constatato la presenza nel locale di sei persone non in regola con la normativa specifica.
A poca distanza, nella medesima serata di sabato, la polizia ha anche rilevato l’accensione di fuochi di artificio in luogo pubblico, senza la prevista autorizzazione, effettuata da un altro esercente, presso uno stabilimento balneare, sempre con scopi ricreativi in concomitanza di un banchetto serale. Entrambi i fatti sono stati segnalati alla procura.
I controlli continueranno per tutta l’estate, con i titolari dei locali che dovranno fare attenzione a rispettare il Testo unico se non vogliono passare dei guai. Ma gli uomini in divisa faranno attenzione anche alla quiete pubblica con una vera e propria task force anti rumori. Perché nelle ultime settimane, specie nei weekend, sono stati numerosi gli interventi anti decibel. Le forze dell’ordine hanno dovuto imporre ai gestori di parecchi locali, soprattutto a Marina di Massa, di abbassare la musica e di chiedere ai loro clienti di abbassare il tono della voce perché avevano ricevuto delle proteste da residenti che non riuscivano a chiudere occhio per il baccano che arrivava dalla strada. Non solo a Marina ma anche in città e così fioccano esposti, lamentele e proteste. Dal centro storico, dalla zona industriale fino a Marina, da Ronchi e da altre zone del litorale arrivano brontolii e rimostranze, ma anche vere e proprie denunce. —
D.D.
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