Il sindaco Persiani: «La giunta Volpi ha lasciato debiti nascosti nei cassetti»
Al primo consiglio dure accuse dal primo cittadino e dall'assessore Baratta: non ci sono solo i 2,2 milioni di euro per Asmiu L’ex assessore Rutili: non c’è alcun buco, a bilancio lasciate risorse per ripartire
MASSA. «C’è una situazione nel Comune che non ci aspettavamo: non c’è un settore che funzioni, non uno, e ci sono debiti nascosti nei cassetti. Siamo qui da un mese e quello di Asmiu non è il solo». Primo consiglio comunale e appena prende la parola il sindaco Francesco Persiani sgancia la bomba. Parte piano, saluta tutti e poi lancia l’accusa all’amministrazione Volpi.
Lo spunto è il debito di 2,2 milioni che il Comune ha con Asmiu, all’ordine del giorno c’è il bilancio di previsione e la mancata ratifica al consiglio di un accantonamento di 700mila euro per saldare il debito con la partecipata. Dalla maggioranza partono bordate, il tenore è il consigliere Alessandro Amorese: «Altro che eredità di bilanci positivi, ereditiamo schifezze come Asmiu. L’accantonamento è sufficiente? Il debito mi pare ben più alto. L’amministrazione precedente ha abbandonato a una situazione disperata l’azienda partecipata».
La minoranza non ci sta e reagisce. Chiamati in causa sono soprattutto gli ex membri dell’amministrazione ora tra i banchi del consiglio, come Ulian Berti, Elena Mosti e Gabriele Carioli. L’ex vicesindaco invita alla prudenza sul tema: «È una questione drammatica, in Asmiu non si è potuto procedere al turnover dei dipendenti. L’unico modo per ripartire è fare assunzioni. C’è intenzione di farlo?». Tutti comunque chiedono risposte all’assessore al bilancio Pier Lio Baratta. Che si allinea al sindaco: «Il parere dei revisori è stato fornito e ci dice che c’è un debito di 2,2 milioni di euro. Ma c’è stata una gestione colposa e incompetente, una mala gestio – aggiunge con un latinismo – con perdite che si sono moltiplicate, magari per dare dei posti ad amici, e che non sono mai state votate dai consigli comunali nel corso del tempo. A quei 2,2 milioni si devono aggiungere altri debiti. Ho visto tante cose durante la mia carriera ma qui sono state fatte delle cose con superficialità».
Accuse pesanti che però Carioli chiede di circostanziare: «Persiani porti al più presto notizie dei buchi nei bilanci e poi ci denunci. Con un sindaco che dice che non funziona niente in Comune io, se fossi un dirigente, mi arrabbierei a sentirmi dare dell’incapace».
Il predecessore di Baratta nella giunta Volpi, Giovanni Rutili, contattato da Il Tirreno difende l’operato e sostiene che di debiti non ce ne sono. «Abbiamo un atto mandato al dirigente competente, Fabio Mercadante, per la riconciliazione con Asmiu sulla base dei 2,2 milioni di euro. L’azienda ha acconsentito, chiedendo che venisse risolto però in 10 anni contro i 22 che proponevamo. Ma le cifre sono quelle, le certifica Asmiu stessa. Forse l’assessore si riferisce a perdite che Asmiu ha avuto nel 2015 e nel 2016, che non sono debiti che ha il Comune. Quelle perdite, per legge, non è obbligato a pagarle a meno non siano tali da compromettere la possibilità di operare dell’azienda. Ma con la transazione e un milione e mezzo di euro a bilancio che abbiamo stanziato ci sono le condizioni per fare ripartire l’azienda. Pensino a usare quelli».
La partita non è chiusa. Persiani annuncia aperture di cassetti e trasparenza nei mesi a venire. La sfida dei buchi è tutta da giocare. —
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