Il Tirreno

la tragedia 

Fa il bagno al mare e si sente male Muore alla spiaggia della don Gnocchi

Libero Red Dolce
Fa il bagno al mare e si sente male Muore alla spiaggia della don Gnocchi

L’uomo, un paziente dell’istituto, era appena entrato in acqua. Faceva riabilitazione motoria, inutili gli immediati soccorsi

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MASSA

A Fabio Giarelli sono bastati appena cinque minuti in acqua per morire. Si è tuffato alle 16, alle 16.05 galleggiava senza vita di fronte alla spiaggia della don Gnocchi. Pareva si riposasse a pelo d’acqua, lui che tetraplegico era ricoverato da qualche giorno per la riabilitazione con esercizi appunto in acqua. E invece il cibo e lo sbalzo di temperatura gli sono stati fatali.

«Fabione, Fabione che succede?». La prima a vederlo esanime a pochi passi dalla riva è un’altra paziente. E lo segnala a Brunello Pucci, che gestisce la spiaggia. È lui che da sempre si occupa di Giarelli, lo accompagna in acqua. Lo chiama una volta, due, tre, ma l’uomo non risponde. E subito Pucci capisce che qualcosa non va. Si fiondano a soccorrerlo insieme al bagnino, tutto accade in fretta. A tre passi dalla battigia.

Purtroppo ha già perso conoscenza mentre pareva stesse riprendendo fiato. E le prime manovre di soccorso sono proprio il bagnino e Pucci a provarle. Fanno un massaggio cardiaco e lo girano per cercare di fare uscire l’acqua. Ma Giarelli non risponde al tentativo di soccorso, rimane incosciente. Interviene anche il dottore Giovanni Bassi che si trova a mare. Lavora in rianimazione al Noa e anche lui si prodiga per aiutarlo.

Nel mentre dalla struttura escono infermieri e i medici e subito sono stati attivati i soccorsi. Il primo ad arrivare è un mezzo senza medico a bordo, a pochi minuti di distanza la raggiunge un’ambulanza insieme al medico. I tentativi di rianimare Giarelli andranno avanti a lungo. Per 40 minuti.

Si prova di tutto ma dalle prime impressioni la situazione appare piuttosto grave. Ora sono in tanti attorno all’uomo, con il medico coadiuvato che prova con la cannula e il defibrillatore alla fine. Giarelli però non risponde. E purtroppo le speranza che riapra gli occhi svaniscono ogni minuto che passa.

Arriva al pronto soccorso che non è cosciente da un po’. E i medici non possono che dichiararlo morto. Nonostante i soccorsi immediati non c’è stato nulla da fare. Al don Gnocchi infatti uno dei bagnini sta sempre in acqua proprio per aiutare i malati che possono fare la riabilitazione.

L’uomo, 66 anni, originario di Cremona ma residente in provincia di Parma, era arrivato da circa una settimana. Tornava per fare la riabilitazione e qui aveva trovato un ambiente positivo, la terapia andava bene. «Era una persona intelligente, simpatica - racconta Brunello Pucci - ero io ad accompagnarlo in acqua. Eravamo molto orgogliosi di quello che era riuscito a fare. Prima di arrivare nella struttura erano 12 anni che non entrava in acqua. Era contento di venire qui». Il bagno è attrezzato anche per i disabili, con passerelle che arrivano in acqua.

Giarelli scriveva anche racconti e poesie. Era in procinto di scriverne un altro. Ieri era andato a pranzo in un ristorante, era arrivata la sua badante e volevano festeggiare il loro riunirsi. Aveva mangiato un po’ e poi era entrato in acqua. «Alle 16, quando noi cominciamo l’attività in acqua». Ma purtroppo si è sentito male. —

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