Il Tirreno

Compra jeep dei sogni sul web, ma scopre che è stato truffato

D.D.
Compra jeep dei sogni sul web, ma scopre che è stato truffato

La squadra mobile ha individuato il responsabile del raggiro e lo ha arrestato. Dopo due settimane di promesse era sparito e l’operaio lo aveva denunciato

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MASSA. Aveva visto l’annuncio su un sito specializzato nella vendita di auto. Un fuoristrada giapponese nuovo a soli 17.000 euro. Era la macchina che sognava ma che non poteva permettersi perché in realtà il suo prezzo era praticamente il doppio di quello che veniva chiesto da quella bacheca online. Tra le altre cose il venditore diceva di essere una concessionaria e quindi affidabile.

Così l’uomo, un operaio massese di cinquantanni, ha composto il numero del cellulare indicato nell’annuncio e ha intavolato la trattativa con il presunto negoziante. E dall’altro apparecchio ha trovato una persona squisita, che per quei diciassettemila euro era disposta a concedere anche un allestimento deluxe. Un regalo nel regalo. All’operaio sembrava di sognare, anche perché la jeep era davvero bella.

La firma virtuale del contratto è arrivata con un sì pronunciato al telefono. L’ordine sarebbe partito dopo il versamento della caparra di tremila euro. Arrivato al finto concessionario attraverso un bonifico. Da quel momento però la persona affabile che risolveva ogni problema e accontentava ogni desiderio del cliente è sparita. Prima si negava facendo dire da altri all’acquirente di pazientare, e poi non rispondeva proprio. Dopo tre settimane di attesa il cinquantenne si è rivolto alla squadra mobile - il caso è stato seguito dal capo Antonio Dulvi Corcione -, spiegando di essere stato vittima di una truffa.

L’utenza telefonica del rivenditore - primo atto dell’indagine - è risultata essere intestata a un nordafricano che non esisteva da nessuna parte. Ma il furbacchione, nonostante la scaltrezza dimostrata, un errore lo ha commesso: i soldi se li è fatti versare su un conto intestato a lui. E visto che aveva precedenti specifici, gli agenti hanno trovato le prove che lo incastravano.

Un pregiudicato originario di Imperia, ma residente a Genova. Le manette però sono scattate a metà, nel senso che il malvivente si trovava già nel carcere di Marassi per scontare una pena per un caso simile. Dovrà andare a processo per questa truffa. Con la tuta blu che gli chiederà i danni per avergli fatto credere che poteva realizzare un sogno. —

 

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