La protesta
«Biglietto e abbonamenti costano sempre di piùma in corriera piove»
MASSA. Luciano Alberti e Emma Cherubini il bus lo prendono ogni giorno e assicurano che quello che ieri mattina, alle 11 e 35 è partito da via Europa, alla volta di Forno, non è uno dei peggiori. Non...
MASSA. Luciano Alberti e Emma Cherubini il bus lo prendono ogni giorno e assicurano che quello che ieri mattina, alle 11 e 35 è partito da via Europa, alla volta di Forno, non è uno dei peggiori. Non lo è nonostante i sedili sporchi e macchiati, nonostante davvero non appaia come uno degli ultimi ritrovati della tecnologia. C’è di peggio - assicurano - ci sono i bus «con le foglie a terra, quelli in cui l’inverno piove e tocca aprire l’ombrello per non ritrovarsi bagnati. Quelli in cui - l’elenco prosegue - non si aprono o non si chiudono i finestrini». Così o muori di caldo in estate o muori di freddo in inverno. Servizio di bassa qualità, ma - spiegano gli utenti - il biglietto e gli abbonamenti sono rincarati: «Gli abbonamenti mensili - Emma Cherubini si affida ai numeri - è passato da 39 a 51 euro». Aumento dell’abbonamento non proporzionale al miglioramento del servizio.
«Quando acquisto il biglietto - racconta Emma - mi viene chiesto dove io sia diretta. T rovo del tutto inutile la domanda perché anche se io parto da Massa centro e mi fermo a Canevara pago l’intera corsa extraurbana, come chi raggiunge Forno. Percorro meno chilometri, ma pago la stessa identica cifra».
Anche Alessandro Amorese, consigliere comunale di Fratelli di Italia, è sul bus ieri e ribadisce quanto già formalizzato in una nota stampa: «Si dice che le tariffe siano state uniformate a livello regionale, mi sembra però che non ci sia equivalente uniformità nel servizio. Mi muovo parecchio in Toscana ed ho verificato che la qualità dei mezzi, in altre città della regione, è migliore rispetto a Massa». —
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