Il Tirreno

il caso 

Truffe online: tante denunce Comprata anche auto fantasma

Ma è soprattutto l’elettronica venduta a prezzi stracciati ad essere l’esca più utilizzata dai malviventi della rete Migliaia di euro spariti

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MASSA CARRARA. Attenzione se fate la spesa su Internet: il rischio di venire truffati è elevato. Per capirlo basta vedere le denunce arrivate in questura (ma anche i carabinieri si stanno occupando di casi simili). È soprattutto l’elettronica a prezzi stracciati l’esca giusta per fare abboccare. Come è successo a una donna massese che aveva visto su un sito di vendite online quell’elettrodomestico che le piaceva tanto e che aveva provato in casa della sua amica. Il Bimby. Lo voleva perché le avrebbe reso la vita più semplice in cucina. E per questo ha avviato la trattativa con un venditore privato: anche perché la cifra che chiedeva era più bassa di quella di mercato di almeno trecento euro. Il Bimby, robot della Vorwerk (l’azienda del Folletto) che oltre a tagliare, impastare e sminuzzare cucina anche, doveva arrivarle nel giro di una settimana. La casalinga ha versato su una Postapay la bellezza di cinquecento euro, con la promessa che una volta arrivato l’elettrodomestico avrebbe saldato la somma rimanente (circa 300 euro) non appena aperto il pacco e constatato che il robot funzionava. Dopo cinque giorni di attesa non ha visto niente. Ha composto il numero del venditore, un cellulare che nel corso della trattativa aveva trovato sempre acceso, e la voce registrata l’ha informata che quel numero risultava inesistente. Ha capito di essere finita in una trappola e di essere stata truffata. Ha presentato denuncia.

Ma è soltanto uno dei tantissimi casi di raggiri in rete. Qualcuno è pure riuscito a comprare un’automobile usata senza neppure vederla e a versare una caparra di duemila euro per fermare quello che considerava un affare. Al momento di vedere la vettura ha capito che era cadiuto in un raggiro.

Ma ci sono pure le truffe analogiche, anche se qui i malviventi rischiano di essere pizzicati. Come è successo l’altro giorno a Castelnuovo magra a un siciliano che aveva simulato un incidente con un’altra macchina in transito tentando di estorcere un po’ di denaro a titolo di risarcimento per il danneggiamento dello specchietto retrovisore. Ma al quarantenne, nomade siciliano di etnia sinti è andata male perché il pensionato che voleva raggirare non si è lasciato ingannare e, allontanatosi, ha contattato i carabinieri. I militari sono riusciti ad individuare il reo, già noto alle forze dell’ordine per una serie di precedenti simili. Il consiglio, in questi casi, è quello di non scendere dal proprio veicolo, contattando subito il 112 per spiegare l’accaduto, evitando di cedere al ricatto ed annotando mentalmente tutti i particolari quali modello, colore e targa dell’auto, così da aiutare, come è successo in questo caso, la tempestiva identificazione del responsabile della truffa. —

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di Redazione Massa