Sicurezza
Post facebook su Volpi, «Se non li fa rideresono problemi del Pd»
Il sindaco Persiani sulle immagini pubblicate da un dirigente:«Non sta a me valutare, ma non mi pare sia un oltraggio»
MASSA. «Se al Pd non fa ridere, problemi loro». Risponde così il primo cittadino Francesco Persiani alle forze politiche di sinistra che hanno sollevato critiche nei confronti della condotta a mezzo social del dirigente del settore ambiente, attività produttive, mobilità, sport, turismo e servizi demografici, Fabio Mercadante. A far scattare la reazione dell'opposizione, lo scorso martedì, era stato un post girato su Facebook e condiviso dal dipendente pubblico in questione. Contenuto del post l’accostamento di due foto: una prostituta in strada e l'ex sindaco Alessandro Volpi che guida un autobus in piazza Aranci. Sotto i due scatti il testo che li accompagna: «Da piccolo il babbo mi diceva che aspettavano l'autobus. Così sono diventato autista ma quelle str... non salgono». Post apparso sui social giusto il tempo di scatenare un’ondata di commenti indignati.
E nel giro di qualche ora le foto sono state eliminate, scomparse insieme al profilo del dipendente pubblico. Raggiunto al telefono dal Tirreno, il sindaco inizialmente ha replicato: «Non ritengo di dover dire nulla». E ha aggiunto: «Prendo atto di questa notizia ma non è che se la minoranza scrive un articolo sul giornale devo scattare come una molla. Farò della valutazioni ma non ho commenti da rilasciare».
Nel documento firmato dalla minoranza e inviato al sindaco, al presidente del consiglio, al consiglio stesso e a tutti i quadri ed impiegati espletanti funzioni presso il Comune, veniva in particolare richiamata la loro attenzione, cioè di chi ha responsabilità pubbliche e istituzionali, «affinché si facciano carico di un recupero culturale». Al sindaco si chiedeva di intervenire «perché non è solo un amministratore della cosa pubblica, ma anche un punto di riferimento istituzionale per un'intera comunità, il che gli impone obblighi di osservanza delle norme di civiltà che al primo posto hanno il rispetto della persona in quanto tale al di là di qualsiasi ulteriore specificazione». E al dirigente pubblico si contestava di «aver gettato così discredito su tutta quanta l'istituzione Comune, della cui onorabilità, trasparenza e imparzialità, lei sindaco, deve essere il primo tutore e garante». Insomma lil post non è piaciuto a molti per i suoi contenuti ritenuti indecorosi. Al sindaco in carica è stato chiesto se anche lui l'ha trovato offensivo o lesivo dell'immagine del Comune: «Non sta a me valutare queste cose – ha replicato Persiani - mi pare che di post ne girino molti. Fa parte della libertà di espressione, non mi pare sia un oltraggio. Prendono in giro me per quella foto con il caschetto per la sicurezza al palazzetto, ma non ho fatto della polemica. Se al Pd non fa ridere, problemi loro». —
CAMILLA PALAGI .
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