Verso l’accordo al porto Ma “ballano” cinque posti
La Porto Spa che perde la concessione della Taliercio aveva annunciato 35 esuberi Dopo una serie di incontri si va verso la soluzione del problema senza licenziamenti
carrara
Si va verso l’accordo al porto di Marina di Carrara senza che nessuno perda il posto di lavoro. Nell’avvicendamento alla banchina Taliercio tra la Porto Spa e Perioli sembrava che il vaso di coccio dovessero essere 23 dei 35 operai in esubero che la concessionaria attuale, la Porto, aveva dichiarato come esuberi. Per gli altri 12 c’era l’impegno a riassumerli di Perioli. Ma gli incontri al tavolo stanno riducendo al minimo, se non a zero, i lavoratori a rischio.
Non è comunque una partita conclusa. L’ultimo incontro tra le parti risale a martedì prossimo. All’Autorità Portuale va riconosciuto il ruolo di facilitatore. Nella trattativa chiaramente non entra, né da indicazioni. Ma finora ha lavorato, e lavora, perché le condizioni per cui questo tavolo andasse avanti esistesse. Un soft power discreto ma decisivo per consentire alle parti di guardarsi negli occhi.
Sulle sedie ci sono le due aziende, Porto Spa e Perioli e le sigle sindacali. I termini del contendere sono principalmente i 23 lavoratori, ché l’accordo per gli altri 12 c’è dal principio. Anzi, forse sono ancora meno, perché cinque di loro vanno in pensione prima.
I sindacati sostengono l’idea dell’impatto zero sulla manodopera. D’accordo per il subentro, ma nessuno va lasciato a casa. Tra i due operatori portuali c’è invece un gioco di rimandi, tra impegni già presi da Perioli, che quindi avrebbe dimostrato dalla sua parte buona volontà e necessità di alleggerirsi della Porto Spa, che d’altronde ha da rivendicare la perdita di una banchina e dunque di volumi di traffico. Un gioco delle parti che rischi di strangolare la parte più debole. I lavoratori. Ma i sindacati non hanno gettato la spugna.
Ma di fatto i lavoratori interessati non sono tutti e 23. Per cinque di loro scatta già la pensione e un altro potrebbe arrivarci. E per una serie di loro, circa sei o sette, ci sarebbe la possibilità di andare in Naspi fino al raggiungimento dei limiti per la pensione. Che raggiungerebbero dunque durante la disoccupazione.
Restano dunque una decina di posti, che sono poi il centro della trattativa tra le parti. E che per non rimanere a casa dovrebbero essere riassorbiti con l’impegno di entrambi gli operatori.
Posizioni distanti all’inizio, con entrambe le aziende che ritengono di avere fatto dei passi avanti. Ma, tra tavoli favoriti dalla disponibilità dell’Autorità e buona volontà messa in campo si va verso una soluzione.
Certo, rimangono le esigenze produttive. Chiaro che tra i 12 assunti di Perioli non potranno trasferirsi tutti operai con le stesse mansioni, indebolendo la Porto Spa. E che quest’ultima dovrà fare i conti con la necessità di riqualificare parte del personale che dovrebbe riassorbire.
Ieri scadevano i tempi per il licenziamento, ma si è deciso di prorogare di altri dieci giorni. A ballare in fondo sembrano solo quattro o cinque posti. E il prossimo tavolo, domani, potrebbe portare novità per questi ultimi. Nella speranza che entro fine mese la partita sia risolta. Senza che nessuno ci rimetta il posto. —
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