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il caso 

«Post offensivo contro Volpi» La sinistra attacca il dirigente

C.S.
«Post offensivo contro Volpi» La sinistra attacca il dirigente

La minoranza chiede un intervento a Persiani sulle pubblicazioni FacebookIl dipendente: «Mi sono limitato a pubblicare foto che sono sul web da marzo»

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MASSA. Ad un mese dalle amministrative, l’opposizione accende i motori e lo fa con un documento ufficiale destinato a finire sulle scrivanie del sindaco Francesco Persiani, del presidente del consiglio Stefano Benedetti, su quelle dei consiglieri comunali e dei dirigenti. Un documento che porta la firma del Partito democratico, di Articolo uno-Mdp, di Uniti per la città e di Lista Volpi sindaco. La minoranza di sinistra, per intenderci.

L’oggetto della lettera è il post Facebook di Fabio Mercadante, dirigente comunale (attuale e anche durante la precedente amministrazione,) post che - i firmatari della lettera ne sono convinti - valica il limite dell’opportunità e getta discredito su tutta quanta l’istituzione Comune». In quel post, datato 21 luglio, il dirigente ad ambiente, attività produttive, mobilità e sport, turismo e servizi demografici, pubblica poche parole: “Finalmente svelata la nuova occupazione” seguite da due fotografie. In alto l’immagine di una prostituta e la scritta “Da piccolo il babbo mi diceva che aspettavano l’autobus”, sotto l’immagine di Alessandro Volpi, sindaco uscente e ad oggi consigliere comunale, alla guida di un bus e stavolta la scritta è “Allora sono diventato autista, ma nessuna di quelle str... sale”.

Per le forze di sinistra, quelle che hanno sostenuto Volpi alle amministrative, «è stato oltrepassato il limite» e l’uso fatto del profilo personale - non si tratta, infatti, di un profilo istituzionale - «è stato improprio e non conforme a regole di deontologia professionale, lesivo di dignità e reputazione di terze persone. Come gruppi di opposizione consiliare - scrivono - non possiamo quindi non operare un doveroso richiamo. Nel nostro ordinamento il legislatore, attraverso il codice di comportamento del pubblico impiego - si legge nella lettera - ha focalizzato l'attenzione sul ruolo centrale della figura di dirigente pubblico. Il dipendente pubblico - ricorda la sinistra citando le norme - “serve la Nazione con disciplina ed onore” ed evita situazioni che possono nuocere all’immagine o agli interessi dell’amministrazione o addirittura avverso terze persone che ben potrebbero poi citare in causa il soggetto per diffamazione, non solo nella vita pubblica ma anche nella loro sfera personale. Decoro e morale - si legge ancora nella lettera a cui è stato anche allegato lo screenshot del post - oltre a rappresentar fondamenta imprescindibili di una società che suole definirsi civile, costituiscono valori ed obblighi ancor più cogenti per pubblici dipendenti». Quindi la richiesta al sindaco e all’amministrazione affinchè «coerentemente con i richiami più volte dichiarati alla legalità e alla trasparenza, rompano il silenzio nei confronti di quanto accaduto ormai da giorni in un luogo visibile da tutti come Facebook»

In ogni caso il post non è più visibile e il profilo del dirigente è chiuso. Fabio Mercadante, da parte sua, assicura che non è lui l’autore delle due foto con scritta e spiega che si «è limitato a pubblicare sul profilo personale un post che era su Facebook dal marzo 2018 se non prima e di cui - ribadisce non sono autore».Adesso le valutazioni su quel post sono affidate al sindaco e all’amministrazione cui si è appellata la sinistra. —C.S..

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