Il Tirreno

MONTIGNOSO 

La bolletta di Gaia è maxi, oltre 9mila euro per l’acqua

La bolletta di Gaia è maxi, oltre 9mila euro per l’acqua

Il gestore fattura ad una famiglia di 3 persone un consumo di 1.991 metri cubi. L’utente chiede aiuto a Confconsumatori: chiederemo delucidazioni alla società

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MONTIGNOSO. Pensava si trattasse di una bolletta come tante. Certo, mettere le mani al portafoglio non è un piacere, ma il conto presentato da Gaia non è mai stato da capogiro: 3 persone e un consumo medio annuo che si aggira sui 120 metri cubi. Così quando si è vista recapitare la fattura da regolarizzare entro il 21 maggio davvero non sospettava che si sarebbe dovuta sedere per riprendere a respirare.

Sì perché il gestore stavolta le chiede una cifra che fa tremare i polsi: 9.229 euro tondi tondi per un conguaglio relativo - si legge in bolletta - al periodo compreso tra il 15 febbraio 2017 e il 31 marzo 2018. Secondo Gaia la famiglia in quegli 11 mesi di metri cubi ne ha consumati ben 1.191 tanto che quasi 5.500 euro sono fatturati per l’acqua uscita dai rubinetti. Alto il consumo, alti i costi - al consumo proporzionati - di fognatura (oltre 1.700 euro) e depurazione oltre 1.300). Tanti metri consumati quanti - stando alla media storica della famiglia- avrebbe dovuto utilizzarne in un intero decennio.

L’utente decide di bussare alle porte di Confconsumatori e chiede una consulenza legale. Ma - assicura la famiglia all’associazione - prima di affidarsi alla consulenza, ha verificato che la colpa di quel consumo alle stelle non sia imputabile ad una perdita occulta. Gaia prevede, infatti, che nel caso i metri cubi siano imputabili ad una perdita non evidente, la fattura possa essere annullata. Per ottenere l’annullamento l’utente la perdita deve provarla: deve chiamare l’idraulico, scovare il punto in cui le tubature “fanno acqua”, scattare le fotografie. E inviare quegli scatti e l’allegata fattura del professionista a Gaia. A quel punto, annullata la bolletta, ne viene emessa un’altra sulla base del consumo storico. La famiglia montignosina - così riferisce a Confconsumatori - l’ipotesi perdita la prende in considerazione, l’idraulico lo chiama, ma di acqua che esce dai tubi non ne trova. Né - assicurano gli utenti - è mai arrivata una raccomandata, mittente Gaia, che li avvisasse di un consumo esagerato, comunque non in linea con quello medio.

Ecco, quindi, che la famiglia di Montignoso decide di chiedere aiuto a Confconsumatori e a Francesca Galloni, legale dell’associazione: «Abbiamo effettuato - si legge in una nota dell’associazione - la contestazione della fattura sottolineando come il consumo rilevato sia assolutamente impensabile. Le precedenti fatture hanno sempre avuto un importo più contenuto, la fattura in scadenza a maggio era un conguaglio relativo ad 11 mesi e scattato, probabilmente, a seguito della lettura del contatore. Abbiamo, quindi, chiesto la sospensione della richiesta di pagamento che metterebbe in seria difficoltà la famiglia del nostro associato».

Perché metter mano al conto corrente e tirar fuori 9.000 euro - sempre che una famiglia ce li abbia - di questi tempi non è proprio un gioco da ragazzi. Confconsumatori, quindi, è «in attesa di ricevere i chiarimenti». Non è escluso che il problema sia derivato da un mal funzionamento del contatore per cui sarebbe risultato, alla lettura, un consumo da capogiro rispetto a quello medio annuo. Sarà Gaia, ricevuta la contestazione di Confconsumatori, a fare le dovute valutazioni e a ricostruire come possa essere stato fatturato un importo di oltre 9.000 euro. —

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