Toscana
L’Esperanto compie 131 anni Oggi festa all’Archivio di Stato
In città si trova la biblioteca nazionale della Federazione Esperantista che auspica « un mondo più equo senza divisioni e ultimi»
MASSA. Il 26 luglio 1887, a Varsavia, veniva pubblicato il primo libro nella lingua internazionale esperanto. In questa ricorrenza le Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sottolinea l'importanza dei diritti linguistici dell'uomo e la necessità di politiche a protezione di essi. Lo scopo dell’esperanto è di essere usato per contatti fra persone di lingue diverse, che così si parlerebbero su un piede di parità. Nessuno si arroghi il diritto di sentirsi superiore a un altro.
La Federazione Esperantista Italiana invita a festeggiare il 26 luglio come la giornata della parità linguistica, e quindi di relazioni giuste fra culture, popoli, etnie.
La comunicazione è equa quando tutti i partecipanti dispongono delle stesse competenze linguistiche. É ovvio che, se alcuni hanno il diritto di parlare nella propria lingua materna mentre altri devono usare una lingua materna altrui, non c'è parità.
Se viene scelta una sola lingua, o un gruppo ristretto di lingue, a preferenza delle altre, quelle prescelte diventano privilegiate, e coloro che le parlano dalla nascita godono di un vantaggio competitivo. Questo è un modo per escludere gruppi di persone dall’attività politica, dalla formazione culturale, dal commercio, da molti altri aspetti della vita sociale. Vengono così rafforzate le disparità socio-economiche fra gruppi. Esistono diritti umani linguistici, esistono diritti umani collegati con la lingua. La libertà di espressione e il diritto all'uso di una determinata lingua sono inseparabili.
A Massa l’esperanto ha trovato una piccola patria, con la biblioteca nazionale che si trova in città in via Sforza, presso l’archivio di Stato. Dunque l’appuntamento ha ancora maggiore rilievo a queste latitudini.
«Esistono al mondo diverse lingue pianificate. Fra queste l'esperanto a oggi è la più conosciuta e la più praticata. A mio modo di vedere, porterà un gran numero di vantaggi», dice il linguista Phillipson.
«Il 26 luglio sia una giornata di festa non solo per gli esperantisti, ma per tutti quanti credono in un mondo equo e giusto, non diviso in privilegiati e ultimi», è l’augurio della comunità massese. —
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