Il dolore
Asmiu, la rabbia dei dipendenti «Mezzi obsoleti e ferie da fare»
I dipendenti della municipalizzata raccontano le difficoltà del lavoro quotidiano: officina sotto organico, poca liquidità e veicoli che risalgono agli anni ’80
MASSA
Da mesi ricevono severe critiche per strada e sui social. Ora hanno deciso di dire basta e aprire le porte per mostrare a tutti in quali condizioni stanno lavorando. Loro sono una settantina di operai Asmiu, la municipalizzata del Comune di Massa che si occupa di servizi di igiene urbana e del centro di raccolta rifiuti riciclabili e ingombranti. Ieri mattina alcuni di loro si sono incontrati nel piazzale della sede centrale in via dei Limoni. E con amarezza, ma anche con una punta di orgoglio per il lavoro svolto, hanno spiegato punto per punto le carenze che l’azienda si porta dietro. E che non permettono loro, attualmente, di garantire i servizi essenziali.
«Eppure noi il nostro lavoro lo facciamo e i 50 quintali di spazzatura che raccogliamo ogni giorno ne sono la dimostrazione» spiega Angelo Fruzzetti, operaio e membro della Rsu Asmiu. Ogni giorno, appunto, gli operai si recano a lavoro e devono fare i conti con diversi automezzi obsoleti. Li indicano uno ad uno, quegli automezzi, e li descrivono come se fossero persone: «Quello è arrivato quando sono arrivato io, nel 1981» - dice un operaio. «Quello lì quando metti la retromarcia va in avanti». «Quello l’estate è un incubo perché lo scotch che fodera il volante diventa plastica bollente che devi tenere in mano per ore». E così via, una sfilza di problematiche che presentano gran parte dei 60 automezzi di proprietà Asmiu. E dei 12 presi a noleggio, tre hanno avuto dei problemi a pochi giorni dal loro primo utilizzo.
In via dei Limoni, poi, c'è anche l'officina per riparare i veicoli quando per qualche ragione decidono di non partire. Non quelli a noleggio, che non possono essere riparati se non dai legittimi proprietari, ma gli altri di proprietà dell'azienda sì.
Peccato che anche il personale sia ridotto all’osso: delle 8 persone che operavano in officina, ora ce ne sono solo 3, una delle quali si è fatta personalmente carico dell'acquisto di una bombola a gas per la saldatura. E se il decoro del Comune potrà tirare un sospiro di sollievo grazie alla ventina di assunzioni per la stagione estiva, i disagi degli operai continuano. Fra di loro c’è chi ha accumulato mille ore di ferie e chi attende di ricevere 200 euro lordi di produttività da mesi.
Lo sciopero non lo minacciano, perché «Sennò a s'artocche a noialtri»- si sfogano alla fine dell’incontro. «Se molliamo la presa per qualche giorno ci ritroviamo il doppio dei rifiuti da raccogliere. Ed è lavoro che se non facciamo noi farà un nostro collega». In aggiunta, a fine anno, 10 operai andranno in pensione aggiungendosi ai 9 che ci sono andati nei due anni appena trascorsi. Da un mese Rsu Asmiu chiede all'amministrazione Persiani un incontro per mostrare al primo cittadino le condizioni in cui operano. E chiedere dello stato attuale delle liquidità previste dall'accantonamento per la perdita del 2017, non ancora pervenute, che di fatto impediscono di pagare i fornitori e le agenzie interinali per nuove assunzioni.
«Abbiamo bisogno impellente di risorse, il sindaco si è fatto carico della delega in sanità – continua Fruzzetti - questa emergenza rifiuti potrebbe diventare un’emergenza sanitaria».
E in risposta a chi critica il loro operato con foto sui social replicano: «Ci sono degli orari specifici per il ritiro e per il conferimento. Chi lo fa fuori da quell'orario e deposita fuori dai cassonetti è perseguibile per legge». —
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