Il Tirreno

all’ospedale delle apuane 

«Sei mesi per un intervento» Allarme della Uil su urologia

Chiara Sillicani
«Sei mesi per un intervento» Allarme della Uil su urologia

Salvadori: ci risulta che alcuni pazienti abbiano atteso 6 mesi per un papillomaIl sindacato chiede il punto sull’organico: «Il reparto è un’eccellenza. Va difeso»

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MASSA

La premessa - e la Uil lo ribadisce a chiare lettere - è che urologia rappresenta in terra apuana un’eccellenza. E proprio a salvaguardia di quell’eccellenza il sindacato si fa avanti e traccia il quadro di un reparto che fatica. Fatica perché la qualità c’è ed è alta, ma manca il personale. E il risultato è che le liste di attesa per le sale operatorie si impennano: il tempo che intercorre tra la diagnosi della patologia e l’operazione chirurgica si dilata. Fino a raggiungere - il sindacato si affida ai numeri- i sei mesi. Lunga attesa e non soltanto per il trattamento delle calcolosi, ma anche per il papilloma alla vescica.

La Uil traccia il quadro dopo aver raccolto le segnalazioni di alcuni pazienti: «Il sindacato è un referente per molti e molti hanno occasione di relazionarsi con il sindacato e di usufruire dei servizi che mette a disposizione. Siamo così venuti a conoscenza - a fare il punto è Claudio Salvadori, responsabile sanità della Uil - delle difficoltà con cui è chiamato a misurarsi il reparto di urologia. Ci è stato riferito - ricostruisce il sindacalista - di attese di 6 mesi dal momento in cui è individuato un tumore alla vescica all’intervento per rimuoverlo. Persone che, dopo una diagnosi a novembre, sono entrate in sala, in viale Mattei, a giugno. Se il dato avesse conferma, sarebbe davvero preoccupante. Indubbiamente ci riserviamo di fare tutte le verifiche del caso, ma esprimiamo i nostri timori, considerata anche la qualità professionale che urologia esprime».

La Uil, raccolte le segnalazioni, chiede che si faccia il punto sulle eventuali problematiche con cui il reparto è chiamato a convivere: «Ci risulta, ma anche su questo siamo disposti ad un confronto, che manchino un paio di medici. Chirurghi specializzati in urologia che possano affiancare quelli che già operano in reparto per consentire uno snellimento delle liste di attesa operatorie».

La Uil ritiene, inoltre, che sia indispensabile fare il punto sulla gestione delle sale operatorie per valutare che ne siano sfruttate al massimo le potenzialità: «Come sindacato - prosegue Salvadori - chiediamo delucidazioni sulle sedute operatorie perché ci è stato riferito che un giorno a settimana gli interventi urologici non vengono fatti. Ritengo - prosegue - che sia indispensabile quantificare l’organico. Credo che non ci siano carenze nel personale infermieristico. Probabilmente, invece, ci sono sul fronte del personale medico».

La Uil non punta il dito contro l’azienda sanitaria, ma sottolinea che « attese del genere non sono ammissibili, a tutela del cittadino che, come sindacato, siamo chiamati a rappresentare». Non soltanto, Uil ribadisce con forza che «urologia è un reparto di eccellenza della sanità apuana il cui il tasso di fuga è bassissimo». Insomma - per esemplificare - i massesi sanno che il personale di urologia è qualificato e a farsi curare “a casa loro” ci tengono e raramente - ecco il basso tasso di fuga - lasciano il Noa per sottoporsi ad interventi altrove. Ecco, quindi, che la Uil chiede delucidazioni sul reparto, su eventuali difficoltà e sulle strategie per risolverle. —

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