Sicurezza
Erbacce e sudicio al cimitero I rovi invadono tombe e vialetti
I cespugli, complici la pioggia e il gran caldo, impediscono addirittura il passaggioLa situazione peggiore è al campo 23 dove si transita con difficoltà
MASSA. Un sottobosco, rovi che graffiano le gambe, sterpi, erbacce. No, non sei in un bosco, non in un sentiero di montagna. Sei, invece, al cimitero di Mirteto, campo 23. Davvero poco fortunata quell’area del cimitero, in parte finita sotto sequestro negli anni dello scandalo cremazioni. E alle prese con il degrado. La situazione non è mai delle migliori, ma peggiora, puntualmente, quando si alternano sole e piogge, condizione ideale per vedere crescere la boscaglia. Erbacce non soltanto sulle tombe ormai abbandonate, ma anche nei sempre più stretti e maltenuti vialetti e chi in quel campo ci va per salutare i suoi cari, si ritrova a far gincane perché in alcuni tratti i rovi addirittura impediscono il passaggio. Vero che le tombe sono cosa privata e non possono essere toccate, altrettanto vero che spesso gli sterpo invadono anche gli spazi pubblici
Moira Marchini considera il quadro di degrado che regna al cimitero di Mirteto un dolore che si somma a quello della perdita: «Io capisco che dovrebbero essere i parenti a tenere pulito i loro siti privati - spiega - ma se ciò non accade, cosa dovremmo fare? Lasciare che i rovi ricoprano ogni lapide? Oppure munirci di cesoie e tagliare le erbacce? È ridicolo e fa male - confida - vedere la tomba di mio padre in questa situazione vergognosa. Il dolore della perdita non passa mai e vedere che non c’è neppure un luogo dignitoso in cui mio padre riposare in pace mi fa tanta rabbia e mi crea sgomento».
Il degrado è sempre offensivo, ma in alcuni luoghi - e il cimitero è uno di questi - lo è ancora di più. — C.S..
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