Il Tirreno

emergenza giustizia 

«Qui servono 5 magistrati», Mallegni in aiuto del tribunale

D.D.
«Qui servono 5 magistrati», Mallegni in aiuto del tribunale

Organici in affanno e il senatore chiede a Giubilaro quali sono i problemi «Chiamerò il Guardasigilli e se non manda i rinforzi dovrà spiegarlo alla gente»  

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MASSA. Due sostituti procuratori e almeno tre giudici. Sono questi i magistrati che servono alla procura e al tribunale di Massa Carrara per poter svolgere il loro lavoro senza affanno. Una richiesta che da sempre il procuratore capo Aldo Giubilaro fa al ministero della Giustizia, ma che è sempre rimasta lettera morta. Stavolta a dargli una mano arriva il senatore Massimo Mallegni, che è uno dei parlamentari che rappresenta il territorio apuano. Il deputato ieri è andato a far visita a Giubilaro (il primo di una serie di incontri con le istituzioni di Massa Carrara) per toccare con mano quali sono i problemi. «Le strade che posso percorrere - ha spiegato Mallegni - sono due -. La prima che tenterò è quella meno formale, nel senso che chiamerò il Guardasigilli (il ministro Alfonso Bonafede ndr) e fisserò un appuntamento per spiegargli la situazione. La soluzione potrebbe essere veloce in questo caso, ma non è detto che vada così e quindi mi tengo buona anche la strada istituzionale. Nel senso che farò i passi ufficiali mettendo nero su bianco la carenza di personale sia in procura sia in tribunale e chiederò i rinforzi. Se non arriveranno dovranno dire perché non li mandano, spiegando ai cittadini perché a Massa per avere giustizia bisogna aspettare così tanti anni». E aggiunge: «In questo territorio ci sono realtà importanti come le imprese del marmo e il turismo, la magistratura ha il suo da fare e se non si mettono in condizione i giudici di lavorare allora ogni altro discorso è inutile. Io parlo da ex imputato, la macchina giustizia funziona ma sono i tempi che in alcuni casi sono inaccettabili. Qui ci sono procedimenti che sono stati prescritti perché non c’era nessuno che potesse istruire il processo».

All’incontro mancava Paolo Puzone, il presidente facente funzioni del tribunale (ancora non è stata sostituita Maria Cristina Failla), ma anche lui sottoscrive il grido di allarme del procuratore capo. Sono i numeri a essere impietosi e anche stavolta Giubilaro li snocciola per far capire in che condizioni sono costretti a lavorare: rispetto ai colleghi in servizio a Genova (capoluogo del distretto) la mole di fascicoli è praticamente il doppio. In un anno un giudice genovese pronuncia 483 sentenze, mentre un giudice massese ne pronuncia 766. Ed è anche per questo che ai piedi delle Apuane c’è una vera e propria fuga delle toghe. Il presidente Failla, prima di andare in pensione, aveva chiesto aiuto alla corte di appello: un magistrato da applicare per poter formare i collegi penali. La risposta dal capoluogo ligure non è stata negativa, semplicemente non è mai arrivata. Da allora - era la fine del 2017 - il tribunale procede a singhiozzo. L’unica cosa che è stata possibile ottenere l’applicazione di Fabrizio Garofalo, già in organico a Massa e trasferito da quasi un anno a La Spezia. Il magistrato è il gup del procedimento che vede indagati una trentina di carabinieri per i pestaggi avvenuti in Lunigiana. —

D.D..

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