Il Tirreno

il caso 

Tredicenni rubano un risciò all’Emme 34

Sono stati acciuffati da una pattuglia dei carabinieri mentre pedalavano a Marina. Il proprietario non li ha denunciati

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MARINA DI CARRARA. Non se l’è sentita di far passare un guaio a quei due tredicenni e alle loro famiglie e così il titolare dell’Emme34 di Marina di Carrara ha deciso di perdonarli nonostante quello che avevano combinato e non ha sporto denuncia. Per furto. Perché i due ragazzini si erano impossessati di un risciò a pedali di proprietà del complesso turistico e si erano allontanati per farsi un giro di nascosto dai genitori. Invece il proprietario li ha visti mentre salivano sul mezzo a quattro ruote e così ha dato l’allarme alle forze dell’ordine.

Sono stati i carabinieri a raccogliere la chiamata del derubato e a dare la caccia a quelli che erano stati descritti come due ragazzini. I militari hanno girato per Marina di Carrara fino a quando non hanno trovato il risciò con due minori che erano precisi a quelli che stavano cercando. La coppia invece di fermarsi alla vista della pattuglia ha cominciato a pedalare con più forza, forse perché credeva di potersi dileguare. I carabinieri hanno inseguiti i fuggiaschi per modo di dire, visto che l’intento principale era quello che nessuno si facesse male. Alla fine i minorenni si sono fermati e hanno ammesso le loro colpe, anche se hanno precisato che volevano soltanto fare un giro e poi avrebbero restituito il mezzo al legittimo proprietario.

Sono stati portati davanti alla struttura e hanno chiesto scusa al proprietario. Hanno visto il risciò parcheggiato e non hanno resistito alla tentazione di prenderlo, non pensando a quali potevano essere le conseguenze. Scappando potevano mettere a rischio anche altre persone. Ma visto che nessuno si era fatto male quelli dell’Emme34 hanno deciso di chiudere un occhio sul furto, a patto però che quei due capissero la gravità del gesto che avevano combinato. E a quanto pare lo hanno capito. Soprattutto quando invece di fermarsi al segnale delle forze dell’ordine hanno continuato a pedalare come se nulla fosse. Sono stati bravi quelli della pattuglia a capire la situazione e a non peggiorare le cose. Poi i ragazzini hanno cambiato atteggiamento e sono diventati degli agnellini chiedendo perfino scusa.

Non finirà a tarallucci e vino, però, perché le famiglie li hanno messi in punizione. Per un po’ si scorderanno la piscina e soprattutto le scorribande solitarie. —

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