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marina di carrara 

Quanto degrado al parco del Ricordo

IRENE RUBINO
Quanto degrado al parco del Ricordo

L’ex consigliere Franciosi: «Chiuso e abbandonato» E in fondo a via Argine Destro sporco e invasione di ratti 

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CARRARA. Continua il nostro viaggio nei luoghi simbolo del degrado di Marina di Carrara. Nello specifico, il parco “Il giorno del Ricordo, le Foibe” affacciato sul viale Galileo Galilei e adiacente all’Olimpic Club; e la zona di via Argine destro.

«Il parco dedicato ai martiri delle foibe su viale Galileo Galilei – spiega Flavio Franciosi, ex membro del consiglio dei cittadini di Marina – ad oggi è ancora chiuso: chiedo all’amministrazione di ripristinarlo e restituirlo alla cittadinanza. Innanzitutto perché si tratta di uno spazio pubblico che andrebbe fruito da tutti; poi perché versa oggi in uno stato di degrado inaccettabile».

Durante le ore diurne, il parco “Il giorno del Ricordo” è frequentato da persone senza fissa dimora che vi consumano abitualmente vino e altri alcolici: si introducono all’interno del giardino tramite un buco nella recinzione. «Bivaccano lì tutto il giorno – aggiunge Franciosi – e spesso minacciano la quiete pubblica. Venerdì scorso, intorno alle 17, ho visto uno di loro urinare dal marciapiede che dà su viale Galilei. In quel momento stava passando una signora con una bambina piccola: per proteggerla da quello spettacolo poco edificante ha dovuto portarla dall’altra parte della strada».

Passiamo a via Argine destro: all’inizio della strada, subito dopo l’incrocio con via Cairoli, si trova una segheria abbandonata con due capannoni con tetto in eternit e una tettoia realizzata nel medesimo materiale, non lontano dalle case.

Poco più avanti, lato Sarzana, sorge un giardino pubblico abbandonato, con un gioco per bambini in disuso: «L’Amia interviene a pulire il parco – commenta Franciosi – ma l’erba è secca e la terra arida, e per giunta vi sono dei cumuli di detriti residui della costruzione delle palazzine adiacenti».

Più avanti, all’altezza del civico 43, si trova una villa privata diroccata circondata da un giardino in stato di abbandono. L’edera avvolge i lampioni, l’erba incolta arriva a invadere il marciapiedi. «Il giardino intorno alla casa è infestato di topi e serpenti: i residenti in zona hanno dovuto pagare la derattizzazione a proprie spese. Ingiustamente: non sono certo cittadini di serie B. Chi possiede un immobile in via Argine destro lo vede soggetto a una pesante svalutazione», conclude l’ex consigliere dei cittadini. —

IRENE RUBINO.

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