Il Tirreno

la denuncia di benedetti 

«Usano i magazzini comunali senza permesso»

«Usano i magazzini comunali senza permesso»

Il presidente del consiglio: «Tre persone con le chiavi prendevano pancali per la Sagra della Cozza, ma senza autorizzazioni»

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MASSA. Abusivi dentro il magazzino del comune, Stefano Benedetti all’attacco degli organizzatori della Sagra della Cozza. Il presidente del consiglio comunale infatti sostiene di aver visto nel parco dell’Ugo Pisa tre persone con delle magliette bianche con su scritto “Sagra della cozza”, mentre «stavano caricando materiale vario, in prevalenza pancali e tavoli, chiusi e depositati da circa vent’anni in quel magazzino che è di esclusiva proprietà comunale». Secondo Benedetti senza alcuna autorizzazione.

Le avvicina e si qualifica come consigliere comunale, chiedendo spiegazioni. Così riferisce del dialogo intervenuto: «Siamo stati autorizzati da Luciano Bertoneri», dice gli abbiano risposto. «Costui mi risulta essere l’organizzatore della sagra dellla cozza attualmente in fase di allestimento all’interno del Parco di Ricortola di via delle Pinete, ma escludo assolutamente che si possa trattare di un dipendente pubblico e neanche di un amministratore comunale. Dopo uno scontro e una serie di battute anche pesanti, intimavo alla persona con i capelli bianchi che sembrava essere la più autorevole dei tre, di scaricare tutto ciò che avevano già depositato sul camion e quindi di allontanarsi dal parco». I tre però si sono rifiutati.

«Solo dopo aver trascritto su un foglio il numero di targa del mezzo e aver parlato telefonicamente con il responsabile dei parchi pubblici Giuliano Vitaloni, il quale, mi confermava che nessuno era stato autorizzato ad accedere al magazzino oltretutto per asportare del materiale, di richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale . Faccio notare che sulle grosse porte non c’erano segni di scasso e il lucchetto che si trovava appeso all’ingresso era stato aperto regolarmente con una chiave in possesso dell’ uomo con i capelli bianchi, da ciò deducevo che qualcuno del comune avesse consegnato le chiavi ai tre individui», prosegue Benedetti.

All’arrivo della polizia le persone vengono identificate e costrette a scaricare il materiale. Sostenevano, dice Benedetti, che il materiale fosse «del partito “Margherita”, che personalmente mi risulta non esistere più da più di vent’anni», e gli avrebbero riferito di essere stati autorizzati anche da altri.

Benedetti chiede al sindaco Francesco Persiani di fare chiarezza «perseguendo penalmente e civilmente gli eventuali responsabili, e chiedo al Sindaco di effettuare una ricognizione immediata del patrimonio comunale». —

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